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Torture in Questura a Verona, il caso è inquietante: sono 23 i poliziotti indagati

by Alessandro Della Guglia
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Roma, 7 giu – I poliziotti indagati per episodi di torture, maltrattamenti e peculato a Verona sono in tutto 23. Oltre ai 5 arrestati ieri, la Procura della città scaligera indaga dunque su altri 17 agenti. Nei loro confronti, la stessa Procura ha avanzato al gip Livia Magri l’applicazione di misure interdittive, come la sospensione dal servizio o il trasferimento d’ufficio. Il Questore Roberto Massucci, ha comunque disposto nelle scorse settimane lo spostamento d’ufficio per i suddetti 23 poliziotti in servizio al reparto Volanti.

Torture a Verona, 23 poliziotti indagati: scoperchiato un terribile vaso di Pandora

“Non ho intenzione di trovare facili giustificazioni o attenuanti ai comportamenti contestati agli operatori di Verona: quello di cui sono convinto è la necessità che quotidianamente ogni poliziotto abbia chiara la consapevolezza del suo ruolo”, ha detto il questore di Verona Roberto Massucci relativamente agli arresti ieri dei cinque agenti accusati di torture e abusi all’interno degli uffici investigativi. “Consapevolezza che vuol dire sapere che in ogni momento si rappresenta lo Stato e non è possibile venir meno ad un agire fatto di onore e disciplina”, ha precisato il questore. “Da oggi l’impegno mio e di tutti i miei collaboratori sarà di ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini nel solo modo che conosco e riconosco possibile: lavorando in silenzio e con gentilezza”.

Vittime costrette a rotolarsi nell’urina: le chat dei poliziotti di Verona

“Adesso ti faccio vedere io quante capocciate alla porta dai, boom boom boom boom […] e io ridevo come un pazzo“. E ancora: “Gli ho lasciato la porta aperta in modo tale che uscisse perché io so che c’è la telecamera dentro […] mi ero messo il guanto, ho caricato una stecca amo’, bam, lui chiude gli occhi, di sasso per terra è andato a finire, è rimasto là […] gliel’ho tirata bene, ho detto adesso lo sfondo, bam […] minchia che pigna che gli ho dato”. E poi, in un’altra conversazione: “Io c’ho pazienza, soltanto che poi siccome l’avevo già graziato prima, ho detto vabbè, oggi le devi prendere anche da me”. Si esprimeva così uno dei poliziotti di Verona, arrestato ieri con l’accusa di tortura e lesioni insieme ad altri quattro colleghi, in base alle intercettazioni. Si vantava delle sue “gesta” con la fidanzata, abusi che avvenivano al riparo da telecamere di videosorveglianza. Dalle intercettazioni emerge però anche altro, non solo pugni e calci, ma anche umiliazioni e “sadiche torture” con l’utilizzo dello spray al peperoncino. Con alcune vittime costrette addirittura a rotolarsi nell’urina. “Da tali dialoghi – scrive il gip Livia Magri – si desume in maniera inequivocabile la consuetudine nell’utilizzo ingiustificato di violenza fisica da parte degli indagati su soggetti sottoposti a controllo o fermo”.

Stando sempre alle intercettazioni, uno degli agenti arrestati a Verona, urinò addosso a una persona in custodia “per svegliarlo”. Per il gip: “Si tratta, innegabilmente, di una pluralità di condotte integranti reiterate violenze foriere di ‘acute sofferenze fisiche’, che si desumono non solo dalle parole della persona offesa, ma risultano anche cristallizzate dai filmati acquisiti, che immortalano’’ la vittima “in preda a spasmi e contrazioni, lasciato al suo destino dal personale di polizia’’. Il poliziotto, come si legge nell’ordinanza, si è reso protagonista “di reati assai gravi”, “torturando con sadico godimento, in più occasioni e in un arco temporale del tutto contenuto, diverse persone private della loro libertà personale anche semplicemente per l’identificazione, in totale assenza di necessità e con crudeltà”.

Come già sottolineato, questo atto denigratorio e sminuente ha certamente incontrato l’approvazione e suscitato l’ilarità degli altri poliziotti presenti – scrive ancora il gip – tant’è che nessuno degli altri poliziotti ha dato il minimo segnale di disappunto, portando avanti anche in seguito, come si è visto, un coerente atteggiamento di scherno nei confronti della persona offesa, dovendosi rammentare che gli operanti ai quali’’ la vittima “si rivolgeva manifestando sofferenza e chiedendo aiuto al di là barriera in plexiglass facevano gesti che significavano che a loro non interessava il suo stato; e che, in una certa fase, come comprovato anche dai filmati, uno degli operanti si divertiva ad accecare con la torcia’’ la vittima “mentre gli altri ridevano’”.

A picchiare erano comunque tutti i cinque arrestati, sostiene il giudice. Si prendevano tutti gioco delle vittime utilizzando anche lo spray al peperoncino senza alcuna ragione, solo per il sadico gusto di umiliarle. Le pestavano e le umiliavano, fino a negare loro il bagno. Costringendole finanche a rotolarsi nell’urina sul pavimento. Sì perché in un caso i cinque poliziotti sono accusati non solo di aver picchiato una persona sottoposta a fermo di identificazione, ma anche di averla obbligata a urinare nella stanza fermati. Poi gli agenti hanno spinto la vittima in un angolo facendola cadere a terra e usandola “come uno straccio per pulire il pavimento”. Con tanto di affermazioni di questo tipo:”Com’è che Roberto non l’ha ammazzato”, chiede un’agente intercettata ai colleghi. “Si’ che l’ammazza”, la risposta. “Lo buttiamo alla casa abbandonata, prende una scarpata nei cogl…”. “Stai zitto, altrimenti entro dentro e vedi cosa ti faccio”, una delle altre minacce nei confronti delle vittime.

Alessandro Della Guglia

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2 comments

Torture a Verona: il capobanda Alessandro Migliore, i “poliziotti ballerini” e i favori al trafficante albanese. Ecco chi sono gli agenti arrestati 7 Giugno 2023 - 4:20

[…] Torture in Questura a Verona, il caso è inquietante: sono 23… […]

Reply
jenablindata 8 Giugno 2023 - 1:31

….
aspettiamo il processo,prima di cominciare a berciare di polizia violenta e simili:
o la presunzione di innocenza è riservata ai pluripregiudicati con 2743 precedenti?

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