Roma, 20 dic – L’ex presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, è stato deferito al ministero della giustizia da una commissione parlamentare per i reati inscritti nell’indagine in corso sull’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, tra cui: aver assistito o aiutato un’insurrezione, aver ostruito il Congresso nella certificazione della vittoria di Joe Biden, aver cospirato per rendere false dichiarazioni (al governo federale) e per frodare gli Stati Uniti. Oltre a lui sono stati colpiti dalla misura il suo ex avvocato e altri stretti collaboratori, inoltre, quattro parlamentari repubblicani saranno deferiti alla commissione etica della Camera.

Per Trump sono “false accuse”

Il tycoon ha reagito alla raccomandazione della commissione gridando alle “false accuse” per impedire la sua ricandidatura alle prossime elezioni presidenziali: “La gente capisce che il Democratic Bureau of Investigation, il Dbi, vuole impedirmi di candidarmi alla presidenza perché sa che vincerò e che tutta questa storia di perseguitarmi è proprio come l’impeachment: un tentativo di parte di mettere in disparte me e il Partito Repubblicano“. Lo stesso Trump ha poi sottolineato che “queste persone non capiscono che quando mi perseguono, le persone che amano la libertà si stringono intorno a me. Questo mi rafforza. Ciò che non mi uccide mi rende più forte. Gli americani sanno che ho spinto per avere 20.000 uomini per prevenire la violenza il 6 gennaio, e che sono andato in televisione a dire a tutti di andare a casa”.

Misura politica senza precedenti

Una mossa senza precedenti quella della commissione parlamentare, la quale al momento non obbliga il dipartimento di giustizia ad intraprendere alcuna azione ma lancia un forte segnale sulla responsabilità di Trump nell’accaduto. Bennie Thompson, presidente della commissione, ha specificato l’inadeguatezza dell’ex presidente per qualsiasi nuovo incarico pubblico, il quale, infrangendo la fiducia nel sistema elettorale, ha scatenato “un violento tentativo di bloccare il trasferimento del potere”. Ora la ricandidatura di The Donald sembra subire colpi pesanti.

Andrea Grieco

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