Roma, 25 nov — Più grottesca di qualsiasi film comico è spesso la realtà: come quanto è accaduto a Ostia, dove un ladro tunisino si è introdotto in un ristorante chiuso per rapinarlo, ma non ha resistito alla tentazione di aprire alcune bottiglie di alcolici presenti nel locale per berle sul posto. Finché non si è ubriacato, addormentandosi proprio nel locale che avrebbe voluto svaligiare. Ed è stato così — ancora ubriaco e mezzo addormentato — che lo hanno trovato i carabinieri il giorno dopo. Per il 38enne immigrato di origini nordafricane la carriera di ladro è finita sul nascere: i militari lo hanno arrestato per furto aggravato in concorso.



Tunisino tenta di rapinare un locale ma si ubriaca

La rapina è avvenuta nella serata di martedì, in un locale sul lungomare Paolo Toscanelli, a Ostia. Il tunisino agiva con un complice. I due, dopo essere entrati nel locale e dopo aver messo a soqquadro il ristorante alla ricerca di una refurtiva di valore, hanno selezionato con cura cosa portarsi via: liquori, vini pregiati, un forno a microonde e attrezzi da cucina per un valore di diverse migliaia di euro. Ma mentre il complice si dirigeva fuori dall’esercizio con un pezzo di refurtiva, il nordafricano aveva messo gli occhi su alcune bottiglie di alcolici. «Che male c’è se ne apro una e l’assaggio, ho tutto il tempo che voglio», avrà pensato il ladro. Ma una bottiglia tira l’altra, e il tunisino si è presto ridotto in miserevoli condizioni, fino ad addormentarsi ubriaco marcio sul pavimento del magazzino.

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Vani sono stati i tentativi del complice di svegliarlo e di trasportarlo fuori dal locale. Così, la «spalla» del tunisino si è dileguata nella notte assieme alla refurtiva, lasciandolo al «ben svegliato» del titolare del ristorante, che la mattina ha aperto il locale, trovandosi il locale sottosopra e l’immigrato che dormiva beatamente sul pavimento. All’arrivo dei carabinieri, l’uomo si stava riprendendo dalla sbornia. L’acquisizione dei filmati delle videocamere di sorveglianza ha consentito ai militari di ricostruire la nottata. Per il tunisino si sono aperte le porte del carcere: il Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto e dopo il processo per direttissima lo ha condannato a un anno e quattro mesi di reclusione. Ora si indaga per cercare di identificare il complice.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Ha argutamente ragione Freddy, questa è la fine che fanno le “nuove risorse” non appena incassano. Affidabilità generale: tendente a zero! Chiedere pure a chi ha investito nel colorato far estero.

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