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Roma, 27 ago – Raffica di disdette e nuove prenotazioni turistiche col contagocce. La Sardegna adesso rischia un settembre nero e il motivo è facilmente deducibile. I contagi rilevati in alcuni locali notturni della Costa Smeralda, hanno scatenato gli strilloni dell’allarmismo. Di conseguenza è scattata la generale diffidenza, come se la Sardegna fosse un enorme focolaio a cielo aperto. In pratica, da isola quasi “Covid free”, nella percezione comune sembra essere diventata un luogo da evitare. Ciò è del tutto assurdo, perché non è affatto vero che si rischi maggiormente di essere infettati in una qualsiasi località turistica sarda piuttosto che altrove. Peraltro, le discoteche giudicate in toto cluster inevitabili, sono state chiuse.

Un dannoso “trambusto mediatico”

Eppure questo è il risultato del panico diffuso, che si tramuta chiaramente in un potenziale disastro economico per una regione in cui il turismo è vitale. “A causa del trambusto mediatico – ha spiegato all’Agi il presidente di Federalberghi Sardegna, Paolo Manca – la richiesta di Sardegna da parte dei turisti è calata”. Le notizie riguardo i nuovi focolai “purtroppo hanno causato una serie di cancellazioni”, con tanto di pratiche avviate per ottenere i rimborsi. “Ma la cosa più grave è che si è arrestato il flusso di prenotazioni. Stava crescendo per le prime settimane di settembre, ora si è cristallizzato”. Niente di più insensato perché, spiega Manca, “le strutture sarde hanno un livello di sicurezza altissimo, se guardiamo ad esempio il caso di Santo Stefano, solo una turista è risultata positiva, questo significa che i protocolli di sicurezza nei confronti dei clienti sono rispettati”. E poi le strutture ricettive “hanno spazi enormi, che offrono la certezza del distanziamento”.

Eppure insistono

L’unica nota lieta è rappresentata dalle poche ‘fughe’: “Qualcuno ha cercato di anticipare il rientro a casa, ma guardando l’Isola nel suo complesso, si tratta di casi sporadici”. Resta appunto il problema delle disdette e dello scarso flusso di prenotazioni. E come detto i responsabili di questa battuta di arresto non sono difficili da individuare. “La pesante campagna mediatica contro la Sardegna ha danneggiato l’ultimo sprazzo di stagione“, ha dichiarato Nicola Napolitano, presidente di Faita Federcamping Sardegna. “Non si sono registrate partenze anticipate per agosto, ma sono tante le disdette per il mese di settembre che avrebbe dovuto provare a risollevare una stagione pessima”. Eppure, nonostante queste evidenze, le scomposte grida allarmistiche continuano a imperversare.

Alessandro Della Guglia

 

3 Commenti

  1. La prima e più grave campagna anti-Sardegna l’ha fatta il Presidente, con le sue continue, assurde “grida”, piene di ostili paletti – immotivati ed eccessivi – verso chi volesse andare sull’isola….

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