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Roma, 7 mar – Prima i fatti: il governo bandisce gli assembramenti di persone per le norme anticoronavirus. Persino la celebrazione in Quirinale per la festa della Donna viene rimandata. Ma le femministe non possono o non vogliono capire, e nel caso specifico quelle di Non una di meno minacciano comunque di scendere in piazza per lo “sciopero globale femminista”. E se pensavate che fosse finita così, non avete idea di che vulcano di idee siano le signore di Non una di meno!

Il ballo femminista

Ieri dalla pagina del movimento femminista non solo si continuava a ribadire la totale operatività delle loro manifestazioni femministe in barba a qualsiasi tipo di divieto per impedire il contagio da coronavirus, ma è stato anche diffuso un video in cui un gruppo di “animatrici” femministe ballava su un martellante ritmo ipnotico ciò che sarebbe dovuto essere il canto di battaglia di questi flashmob contro il patriarcato. In questo imbarazzante tutorial che potrebbe essere ribattezzato “una pratica guida su come NON andare a tempo sul più basilare dei ritmi”,  sei attiviste di Non una di meno, fazzoletto fucsia al collo, cantano il loro inno contro patriarcato e Stato. Il video è stato prontamente rimosso dalla pagina, ma siccome il web è come una casa, “nasconde ma non ruba”, per fortuna la pagina Capitan Patriarcato aveva già messo in salvo il capolavoro di arte femminista e lo ha reso di nuovo disponibile per tutti noi.
*Edit: 
un admin della pagina di Capitan Patriarcato è stato sospeso per 7 giorni e il video rimosso. Ma è “rispuntato” su YouTube. Evidentemente ha fatto colpo nei cuori degli internauti!

Il gioca jouer del disagio

Nel gioca jouer del disagio messo a punto dalle signor* il ritmo è scandito da un tamburo che ricorda molto quello che in alcuni film di avventura preannuncia un sacrificio umano. Vi assicuro che è molto semplice seguire i passi. Eppure, l’acme comico del video si raggiunge quando una delle danzatrici dell’imbarazzo riesce a perdersi e a invertire i passi. Spaesata, la vediamo rivolgere un’occhiata ansiosa alle sue compagn*, ma senza più riuscire a rimettersi a pari con l’inebriante battito animale del solfeggio femminista. Non osiamo immaginare il senso di spaesamento che potrebbe aggredire la signora se fosse costretta ad esibirsi nel vorticoso Ballo del qua qua! Le femministe preferiscono rischiare di prendere il coronavirus  per poter esprimere le loro capacità coreografiche e a questo punto direi che nessuno ha il diritto di fermarle (né la voglia).

Ilaria Paoletti

6 Commenti

  1. Portiamole a soggiornare qualche settimana in un centro di accoglienza vedrete che, dopo essere state montate per qualche ora dai loro amici negroidi (gli unici che potrebbero prenderle in considerazione), rinsaviranno e dimenticheranno sia le finte battagli sociali che gli avversari immaginari.

  2. Se c’è una cosa che detesto sono le donne che disprezzano altre donne. Ma voglio dare un’attenuante all’autrice del contributo, avanzando l’ipotesi che ella stia semplicemente cercando di ingraziarsi i lettori di sesso maschile

  3. Hanno pure ragione nella lista di citazione. Ma da brave idiote schiave del capitali incolpa o il patriarcato. Come se i loro poveri fratelli o padri se la passassero meglio.