Reggio Emilia, 9 nov – Un libro racconta le atrocità dei partigiani e la sinistra insorge. Domani a Reggio Emilia verrà presentato il libro dello studioso specializzato nei delitti commessi dai partigiani comunisti, Gianfranco Stella, intitolato “Compagno Mitra”. In circa 600 pagine racconta storie sanguinose, delitti a freddo, vendette ed efferatezze compiute dai partigiani durante la Seconda guerra Mondiale. L’Anpi è inorridita e in tutta risposta la locale sezione partigiana ospiterà il presidio antifascista promosso da Sinistra italiana e Partito comunista in segno di protesta contro la presentazione del libro.

È significativa la scelta di Reggio Emilia per la presentazione del libro di Stella, che dedica un intero capitolo alla città e alla sua Resistenza. Tra gli episodi narrati c’è anche quello di un comandante partigiano che “incassava centinaia di milioni che parzialmente versava alla sezione Anpi reggiana”. Inoltre nel libro molti partigiani reggiani secondo la sezione locale dell’Anpi “vengono definiti come assassini e killer spietati dediti alle esecuzioni sommarie”. Tutti elementi che vanno a smontare il racconto ufficiale di quegli anni, descrivendo una realtà diversa da quella che da anni viene diffusa.  

L’Anpi e i partiti di estrema sinistra da giorni tappezzano la città di manifesti in cui invitano tutti a mobilitarsi contro quella che è stata definita, una “delirante e pericolosa riscrittura della Resistenza”. Anche di fronte all’evidenza raccontata e supportata da verità storiche, i partigiani di Reggio Emilia hanno dichiarato di essere pronti a querelare l’autore del libro. Dopotutto, Stella ha già subito due condanne per diffamazione, avendo criticato un comandante partigiano di Ravenna e sostenuto che “il movimento partigiano fu un mito e null’altro, che la resistenza non fu determinante per le sorti della guerra e che il riscatto nazionale dal fascismo da parte dei partigiani combattenti fu un falso storico”.

Anna Pedri

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6 Commenti

  1. Come si vede bene la verità fa male, molto male a certi falsificatori della storia.Questi mica insorgono invece contro i veri oppressori del popolo che sono i banchieri stranieri e loro accoliti che la sinistra ha spesso aiutato a far depredare l’Italia

  2. “la resistenza non fu determinante per le sorti della guerra”

    basta fare una considerazione facile facile all’alba di aprile 1945:
    se un milione e trecentomila “alleati” per risalire l’italia fino alla linea gotica e lunigiana ci hanno impiegato un anno e mezzo con trecentomila morti, pensare davero che qualche migliaio di partigiani potesse influire sulle sorti di un conflitto bellico significa ignorare proporzioni a favore della propaganda;

    gli “alleati” ed i partigiani hanno avuto la meglio sui Tedeschi,semplicemente perchè i secondi avevano con la penetrazione dell’Armata Rossa in Germania e suicidio di Hitler perso la catena di comando militare.

    PS ma se TUTTA l’italia era così piena di partigiani forti e guerriglieri,come lo si spiega il fenomeno delle “bambine” partigiane ? ho perso il conto di quante ve ne dovrebbero essere state, impiegate come “steffette”, quando una biciclette era tra l’altro una cosa da benestanti e non certo così diffusa…

    ed i genitori di queste bambine partigiane…tutti davvero così entusiasti di mandarle da sole in mezzo a gente che si sparava sul serio ?

  3. La verità fa male……….hanno la coda di paglia questi codardi e vigliacchi………. comunistoidi erano,sinistrorsi restano………la loro storia farlocca , scritta su libri pulciosi fa acqua da tutte le parti………le mobilitazioni di pseudo partigiani negroidi fa veramente pena……..partecipano a manifestazione in cui si difendono gli stupratori africani ed i cani bastardi che hanno trucidato Pamela……..sporgono querela contro Stella solo perché in Italia la magistratura politicizzata sinistra li coccola e li difende,anche quando picchiano poliziotti e carabinieri……… senza vergogna,senza speranza,senza dignità.

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  5. Se i partigiani a Roma non avessero fatto la rappresaglia non calcolata contro i nazi le fosse ardeatine non sarebbero esistite sapevano benissimo perché già provata che per un tedesco morto dieci italiani fucilati forse tante brave persone sarebbero state ancora tra noi non compiante su una tomba per colpa di delinquenti peggiori dei tedeschi

  6. penso che l’autore non abbia inventato dei fatti, come chi ha scritto la storia, perciò la verità a loro da fastidio, sicuramente il libro lo si compra per aiutare chi cerca di raccontare in questo mondo ipocrita i fatti di un dopo guerra oscuro.

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