Roma, 9 nov – Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede rivendica come un successo l’accordo raggiunto ieri sulla Prescrizione. Intervenuto a Circo Massimo su Radio Capital, ha risposto a chi parlava di compromesso al ribasso per il Movimento 5 Stelle: “Se abbiamo ceduto a Salvini? Assolutamente no. Rispetto le critiche dei singoli parlamentari, ma conosco la volontà del gruppo del M5S. Mi interessa che dopo il primo grado di giudizio uno stupratore non finisca impunito”.

Dunque lo slittamento al 2020 non viene letto come una “vittoria” della Lega. Spiega il ministro pentastellato: “La riforma della prescrizione sarà approvata con il ddl anticorruzione ed entrerà in vigore nel gennaio 2020. Sono 20 anni che se ne parla, oggi c’è una rivoluzione di legalità”.

Bonafede nega quindi che l’entrata in vigore dello stop alla prescrizione dopo il primo grado sia connessa alla riforma più ampia del processo penale, fatto che invece ieri era sembrato alla base del compromesso raggiunto con la Lega. “Ieri è andata così, ho detto che non ci sono dubbi che dobbiamo scrivere una riforma del processo penale e lo abbiamo messo nero su bianco, io non vedevo l’ora. La legge delega sul processo penale dovrà prevedere che l’approvazione ci sarà entro dicembre 2019. E nella legge anticorruzione che entrerà in vigore a gennaio non c’è alcun collegamento con un’altra legge”.

Bonafede risponde così a Giulia Bongiorno, che ieri aveva definito lo slittamento della prescrizione al 2020 come una “bomba atomica disinnescata”. Eppure il collegamento tra la riforma del processo penale da realizzare “entro dicembre 2019” e l’entrata in vigore a gennaio 2020 dello stop alla prescrizione appare evidente. Ma Bonafede punta comunque a rivendicare come successo politico l’inserimento della misura all’interno del ddl anticorruzione.

Alla domanda se sia stato pagato un prezzo troppo alto a Salvini, il guardasigilli risponde così: “No, abbiamo portato una rivoluzione in Italia. Da ministro della Giustizia mi interessa che non ci siano sanatorie su reati o impunità“. Bonafede non ha poi risparmiato le opposizioni: “Ieri Forza Italia e Pd, il cosiddetto ‘partito del Nazareno, hanno alzato le barricate per impedire che la prescrizione entrasse nel ddl anticorruzione. Basta solo questo per far vedere quanto è importante questa legge che ieri ha smascherato ulteriormente il patto del Nazareno”. 

Davide Di Stefano

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