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Roma, 17 gen – La realtà virtuale utilizzata per diffondere propaganda immigrazionista. Un visore simile all’Oculus rift per educarci, in pieno stile Arancia Meccanica, alla vulgata dell’accoglienza. E’ quanto contenuto nel progetto Ponte di dialoghi- Bridges beyond borders promosso dalla Fondazione Cser (Centro studi emigrazione Roma) degli Scalabriniani, con il sostegno economico della Fondazione Migrantes e a cura di Ceiba Factory.

7 minuti

L’iniziativa, che propone un gioco di ruolo che utilizza visori speciali, app e la tecnologia dei video tridimensionali a 360 gradi, è destinata soprattutto alle scuole e mette in scena “7 minuti per mettersi nei panni di chi fugge. 7 minuti per provare ad immaginare quanto siano difficili e drammatiche le scelte sul cammino di una persona migrante. 7 minuti per provare a capire cosa spinge le persone a lasciare tutto, la propria terra e le persone care, per avventurarsi verso l’ignoto, verso il sogno di una vita migliore”. Inizierà a partire da marzo in una decina di scuole medie inferiori e superiori della capitale e durerà per tutto il 2020.

I filmati

In che cosa consistono quei 7 minuti? Secondo Agensir che riporta la notizia sarebbero disponibili quattro storie diverse di immigrazione, raccontate mediante filmati ripresi “da una telecamera GoPro posta sulla testa del protagonista principale”. Abbiamo l’avventura di Carolina del Rwanda, di Namin della Guinea o degli altri migranti dal Congo e dall’Est Europa. Lo studente sarà obbligato ad ascoltare “voci e urla delle carceri libiche, a rischiare di annegare in mare o a vedersi camminare a piedi attraverso deserti senza acqua da bere”. Durante il viaggio virtuale si possono compiere delle scelte diverse, con “esiti difficili, disastrosi o rassicuranti, come continuare il viaggio da soli cadendo nelle mani di sfruttatori o cercare aiuto presso realtà di accoglienza come quella romana di Casa Scalabrini634″.

La pancia degli studenti

 Le riprese sono state realizzate in Sudafrica, Romania e Roma. I visori disponibili sono per ora una ventina. Il progetto coinvolgerà almeno 1000 studenti di scuole romane e venete. Ci si potrà opporre al trattamento Arancia Meccanica oppure sarà obbligatorio? La mancata partecipazione penalizzerà gli studenti che eventualmente decideranno di non aderire? Agensir non lo specifica. “Speriamo di estendere l’iniziativa anche alle comunità di giovani italiani all’estero – ha spiegato padre Lorenzo Prencipe, responsabile del Cser – per accompagnarli nel loro percorso. Vogliamo unire la dimensione cognitiva con quella emozionale, per arginare quella che è stata definita la ‘fine della compassione’. Oggi ci si abitua a tutto e niente più ci indigna o commuove, nemmeno i naufragi “. Insomma: mirare alla pancia degli studenti, giocando sul lato emotivo, per inculcargli l’accoglienza. Orwell sghignazza.

Cristina Gauri

5 Commenti

  1. Se devono avvelenarci la vita facendoci “succare” tutte le sofferenze del mondo…, hanno capito male.
    Di sofferenze intorno a noi ne abbiamo già tante, troppe… e quindi non facciano i “furbi” rifilandoci altro per depistare! Abbiamo compreso che non sono capaci di lavorare, anzi non sono capaci di far nulla. Solo di “rompere”…

  2. Ma fategli vedere un pò di F… !!!! così magari si sfrocizzano ……

    oppure mostrate i bongos stuprare ragazzine ….. pezzi di m…. , , quella è la REALTA’ dell’ immigrato , ah dimenticavo , fateli vedere mentre spacciano droga !!!!

    per ste cazzate i SOLDI si trovano ,streganza !

    i 4 coglioni nella foto dovrebbero andare in palestra , 20 / 30 kg di sovrappeso ….. con troppo glucosio e grassi si ragiona di merda ….

    Quanti scout e chirichetti si sono inc…. sti Scalabriniani ???????

    Puà ,
    scrollate la polvere dai calzari …. e lasciate il concilio degli EMPI .(JC)

  3. Non vi pare che state rombendo troppo icoglioni con sti clandestiniiiiii la maggior parte di questi non sa fare un cazzo vogliono essere mantenuti perciò basta con queste tronzate buttateli fuori dall’italia che se ne può fare almeno di questo cangro chiamato clandestini.