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Trapani, 4 ott – Ha gridato Allah Akbar come un ossesso, svariate volte, per poi sfondare il portone del convento Cuore di Gesù nel centro storico di Mazara del Vallo e devastarne l’interno. Sono scattate le manette per un giovane nordafricano in stato di ebbrezza alcolica che ha seminato il terrore tra le suore residenti nella struttura. Uno dei tanti «regali» della politica dei porti aperti portata avanti dal corrente esecutivo.

L’increscioso episodio si è verificato venerdì 2 ottobre, mentre le religiose stavano mangiando in refettorio. L’immigrato, un ragazzo di 25 anni, era seminudo quando ha sfondato il portone della chiesa e si è incamminato verso il primo piano del convento. Poi, sempre urlando Allah Akbar, si è introdotto nelle stanze delle suore, mettendole a soqquadro e lanciando una valigia e delle carte fuori da una finestra, che sono finite nel cortile della struttura. L’allarme è scattato dopo che un cittadino di Mazara del Vallo, residente di fronte al convento, aveva allertato le forze dell’ordine. In attesa dell’arrivo di carabinieri e polizia le suore, terrorizzate dal trambusto creato dallo straniero, si erano rifugiate fuori dalla struttura. Dopo un breve inseguimento agenti e militari sono riusciti a fermare il nordafricano, seminudo e fuori di sé, e a trasportarlo in questura.

Tanto lo spavento provato dalle suore. «Il vicino ha visto che ha scassinato la porta», ha dichiarato una delle religiose  al quotidiano online locale Prima Pagina Mazara, «Ci è venuto a chiamare il vicino. In quel momento eravamo nel refettorio, a pranzo. Dalla sagrestia è passato dalla scala ed è andato su. E ha avuto tempo: non c’era nessuno in giro…».

Non è il primo – e probabilmente non sarà l’ultimo – caso in cui un immigrato semina il terrore gridando Allah Akbar in mezzo alla gente. Qualche settimana fa a Ferrara un altro nord africano aveva creato problemi di ordine pubblico mimando il possesso di un’arma e pronunciando la solita frase. In questo caso si trattava di un giovane tunisino di 20 anni, arrivato, guarda caso, il 3 agosto in Sicilia tramite un barcone e fuggito dal centro di accoglienza dove era stato ospitato. Il 20enne era arrivato infine a Ferrara. Ora su di lui grava un provvedimento di espulsione.

Cristina Gauri

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