Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 14 mag — Il direttore dello Spallanzani di Roma Francesco Vaia torna nuovamente sulla questione del coprifuoco. Lo fa ai microfoni del Tempo, ribadendo la mancanza di valore scientifico di una misura che da sei mesi sta tenendo segregati gli italiani la sera dopo le 22, manco fossero sotto i bombardamenti.

Sangue di Enea Ritter

Vaia: coprifuoco non ha valore scientifico

«Allora, innanzitutto ho sempre detto che il nome non mi piace, perché evoca guerra e distruzione — spiega Vaia — Osservato questo, va fatta notare una cosa: il cosiddetto coprifuoco è un aspetto che non ha valore scientifico, ma semmai di deterrente, per ridurre la possibilità di contatti ed evitare assembramenti». Cambia poco quindi fissarlo «alle undici di sera o a mezzanotte».

Black Brain

Diamo credito agli italiani

Come aveva già ribadito precedentemente, ponendosi in aperto contrasto con molti dei suoi colleghi allarmisti e «menagrami», è ora di dare credito agli italiani per come hanno affrontato le restrizioni. E’ ora di liberarli dal giogo di restrizioni non più tollerabili. «Gli italiani meritano un premio», e «si può riprendere a vivere, se si rispettano ancora certi comportamenti e si utilizza cautela nelle azioni. Perché non possiamo dare legna da ardere ai catastrofisti». 

Basta catastrofisti

Vaia si scaglia ancora contro gli allarmisti preconizzatori di sventure alla Galli. «E per aiutare i cittadini ad intraprendere la giusta direzione, gli scienziati devono fare come un buon “nonno di famiglia”: non si mette ad evocare incubi, a teorizzare l’impatto di varianti, non fa il catastrofista, ma consiglia il nipote per il meglio. E il nipote lo ascolta e agisce di conseguenza. Oggi ci sono i vaccini, le terapie, non è più come prima». Infine Vaia rivolge un appello ai giovani: «State attenti, rispettate le regole, non fate assembramenti. Dobbiamo evitare di fare il gioco dell’oca e tornare alla casella precedente, per poi consentire a tanti gufi e gufetti del virus di gridare “ve l’avevamo detto”».

Cristina Gauri

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteLettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Articolo successivoA Licata è guerra aperta tra pescatori e autorità portuali
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. […] Roma, 14 mag – Italia quasi tutta in zona gialla, con una sola regione in arancione (la Valle d’Aosta): in calo tutti i parametri della pandemia, dall’indice Rt all’incidenza (sotto i 100 per 100mila abitanti), con la circolazione del virus che cala ovunque. Da lunedì si potrebbe riaprire tutto, se solo il governo Draghi non fosse ostaggio del ministro della Salute Speranza, nemico numero uno del ritorno alla normalità, contrario all’abolizione del coprifuoco. […]

  2. Una volta c’era il buon padre di famiglia. che diceva ai figli di non fare tardi la notte.
    Ora c’e il buon nonno di famiglia, scienziato.
    Qui, se gli “scienziati” non sono sempre d’accordo e non poche volte si azzuffano, di scientifico c’è ben poco.
    A me il coprifuoco non piace e rivendico la libertà di poter uscire la notte-.
    Però c’è da dire che il coprifuoco, in quanto isolamento totale, vale mille distanziamenti, diecimila mascherine e centomila raccomandazioni.

Commenta