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Città del Vaticano, 22 giu — Il Vaticano sferra il proprio attacco al ddl Zan attraverso una nota ufficiale della Segreteria di Stato. Nel clamoroso documento, diffuso questa mattina dal Corriere, viene formalmente chiesto al governo italiano di modificare il testo del disegno di legge contro l’omotransfobia attualmente all’esame di Commissione Giustizia al Senato.



Secondo la Segreteria di Stato del Vaticano il ddl Zan violerebbe in «alcuni contenuti l’accordo di revisione del Concordato». Un atto senza precedenti nella storia del rapporto tra i due Stati. Per la prima volta nel corso della storia la Chiesa interviene per contestare l’iter di approvazione di una legge esercitando le proprie facoltà previste dai Patti Lateranensi.  

Il Vaticano contro il ddl Zan

Ad assestare il colpo è stato Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Cinque giorni fa — lo scorso 17 giugno — Gallagher ha consegnato al primo consigliere dell’ambasciata italiana presso la Santa Sede una «nota verbale». Ovvero, una comunicazione formale preparata in terza persona e non firmata. «Alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato — si legge nel testo — riducono la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato».

La legge contro l’omotransfobia mette a rischio i commi dell’accordo di revisione del Concordato 

I commi citati appartengono all’accordo tra Italia e Santa Sede nel 1984. Essi garantiscono alla Chiesa «libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di culto, di esercizio del magistero e del ministero episcopale» (comma 1), e assicurano «ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione» (comma 2). Da qui la — fondata — preoccupazione del Vaticano: il ddl Zan andrebbe a minare questi due importantissimi nodi.  

Come? Desta preoccupazione, ad esempio, l’articolo 7 del disegno di legge, che non esenta le scuole private — anche quelle cattoliche, quindi — dall’organizzare attività indottrinamento in occasione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, arrivando a mettere in discussione la libertà di pensiero dei cattolici stessi. Per non parlare dei rischi di natura giudiziaria che l’approvazione del disegno di legge potrebbe comportare.

La commissione paritetica

E ora? La legge prevede che di fronte a una presunta violazione del Concordato si attivi la «commissione paritetica» (Articolo 14), con cui si ricerchi una «amichevole soluzione». Non è la prima volta che il Vaticano interviene sul ddl Zan. La prima fu nel giugno del 2020, quando la Cei si espresse negativamente: «Esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio». La seconda lo scorso maggio: «Una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza», aveva precisato il cardinal Gualtiero Bassetti. Ma questa è la prima volta che il Vaticano attiva i suoi canali diplomatici chiedendo conto di una legge.

Cristina Gauri



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6 Commenti

  1. Mi sono rotto i coglioni di leggere (dovunque) di questi argomenti. La verità è che non avete trattato manco di striscio la notizia dell’omicidio di cui è rimasto vittima l’operaio della logistica del sicobas, durante uno sciopero nazionale del settore. Capisco che il diritto di sciopero, dal divieto fascista di porlo in essere in poi, non è la vostra materia, e che non vi conviene parlare di lavoratori in lotta poichè svelerebbe quanto è falsa la vostra rappresentazione della sinistra operaia, ma questa sugli omosessuali e compagnia cantante è una fissazione. Siete solo l’altra sponda della questione: muore un operaio in lotta ed invece di parlare di diritti, di lotta o di lavoro, pubblicate l’ennesimo articolo sul vostro prurito verso transessuali etcetera.
    Vergognoso.

    • Degli appunti del Vaticano verso il ddl Zan stanno parlando tutti i media di destrasinistracentro(giornali, tg, riviste online, etc) ; non è dunque scandaloso che ne parlino anche qui…
      La morte dell’operaio del Sicobas è un avvenimento gravissimo (qui non posso darle torto),così come le condizioni di vita delle classi lavoratrici in Italia. Ma tenga presente anche che 9 degli ultimi 10 anni(tolta la breve parentesi giallo-verde)il Pd è stato coinvolto in tutti i governi che si sono succeduti qui in Italia…Quindi, qualche(eufemismo) responsabilità andrebbe imputata a quella parte politica che sembra avere a cuore solo immigrazionismo selvaggio e diritti lgbtqxyz (affrontati oltretutto in modo estremista e poco equilibrato, tirando fuori sempre la dicitura ,idiota, di “leggi di civiltà”…).

  2. Certo, lo fa per il Concordato, mica perché l’omotransessualità è contro la morale cattolica. Bisogna inoltre sommessamente ricordare che il Concordato attualmente in vigore è quello sottoposto a revisioni nel 1984, non è integralmente quello del 1929. Con la revisione del Concordato fu introdotto l’8 x mille da cui il Vaticano annualmente attinge parecchi miliardi di euro dai contribuenti italiani, spesso a loro insaputa.

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