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Roma, 22 giu – Poteva mancare l’intervento di Letta? Certo che no. “Vorrei fare un appello ai nostri giocatori: che si inginocchino tutti, perché francamente l’ho trovata una scena pessima. Se si mettono d’accordo sugli schemi di gioco, si mettono d’accordo anche su quello, è meglio anche perché i gallesi erano tutti inginocchiati, gli italiani no“. Così il segretario del Pd, Enrico Letta, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.



Salvini replica a Letta: “Giocatori inginocchiati? Roba da radical chic”

Puntuale la secca replica di Matteo Salvini: “Lascio a Letta i suoi processi ai giocatori italiani. Il razzismo si sconfigge inginocchiandosi? 8 su 10 dicono di no. Quella è roba da radical chic alla Saviano“, dice il leader della Lega a Quarta Repubblica, su Rete 4.

Tutto come da copione. Proprio ieri su questo giornale avevamo pronosticato – e certo non ci voleva la sfera di cristallo – che in vista degli ottavi di finale la pressione mediatica e politica sarebbe cresciuta. Ovvero la grancassa del pensiero unico avrebbe chiesto ai calciatori della nazionale italiana di inginocchiarsi per dimostrare di non celare alcun razzismo latente. Adesso non sappiamo se gli Azzurri cederanno, quel che è certo è che la propaganda buonista sta toccando vette inimmaginabili fino a qualche anno fa.

Le pressioni politiche e mediatiche

Ieri sera, chi ha visto Otto e mezzo su La7, avrà notato la generale approvazione degli ospiti nei confronti delle parole di Letta. Lo stesso Travaglio, che in altre occasioni non le manda a dire al Pd, ha plaudito alla proposta del segretario del Pd. Nessuno a sinistra osi far notare che quel gesto non serve a nulla contro il razzismo, che trasuda ipocrisia politicamente corretta da ogni poro, che è una pura sceneggiata modaiola.

Parliamoci chiaro, tutto questo lo sanno benissimo anche Letta e Travaglio. Ma cavalcano ugualmente il verbo correct, perché necessario a perpetuare assurde accuse all’altra parte politica. Il leitmotiv è più o meno questo: “Se non chiedere ai calciatori di inginocchiarsi siete dei razzisti”. Un gesto politicizzato e del tutto inutile, viene utilizzato come grimaldello ideologico. E’ una forma di ricatto inaccettabile.

Restare in piedi

Proprio ieri il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha provato a spiegare così la scelta dei calciatori italiani, rimarcando la libera scelta per le prossime partite. “Inginocchiarci a Wembley? Riteniamo che questo non può essere frutto di una scelta federale, ognuno sceglie per sé. Con i ragazzi ne abbiamo parlato, sapevano che era previsto nell’ambito del protocollo pre gara. E i ragazzi sono stati liberi, qualcuno l’ha seguito, altri si sono limitati ad applaudire. Massimo rispetto per tutte le forme di espressione contro la discriminazione razziale”. Eppure come detto le pressioni politiche e mediatiche continueranno in vista degli ottavi di finale, sabato prossimo alle 21 contro l’Austria. Forza ragazzi, tenere botta e restate in piedi.

Alessandro Della Guglia



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