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Venezia, 30 mar – Alzi la mano chi, durante queste settimane di limitazioni e distanziamento sociale, non ha sentito il desiderio di entrare in un bar e farsi un aperitivo con tutti i crismi, alla fine di una settimana di duro lavoro – per chi ancora il lavoro ce l’ha, ovviamente – conversando amabilmente con amici e compaesani. In provincia di Venezia, patria dello spritz in cui il famoso aperitivo scorre a ettolitri, il problema deve essere particolarmente sentito, soprattutto in questi ultimi giorni, complice il primo mite rialzo della temperatura che ha accompagnato l’ingresso nella stagione primaverile: il tempo ideale per mettere il naso fuori casa e farsi uno (o più) bicchieri in compagnia. Se solo non ci fosse quel problemino del Covid-19.

Aperitivo antiproibizionista

Un “problemino” che non è stato percepito come tale dai gestori cinesi di un bar di Maerne di Martellago, (Venezia) che hanno trovato una soluzione “creativa” per eludere i controlli e soddisfare la sete di aperitivi della popolazione locale, orfana del ritrovo serale con i propri compaesani. In pieno stile proibizionismo americano degli anni ’20 del secolo scorso, per non perdere gli incassi il proprietario dell’esercizio aveva attrezzato il retrobottega per servire alcolici agli avventori, in barba ai provvedimenti restrittivi vigenti. Ai Carabinieri di Martellago non è però sfuggito il via vai di gente intorno al locale, che sulla carta risultava chiuso con tanto di cartello e serranda abbassata. Dopo aver fatto irruzione nell’esercizio e aver colto sul fatto clientela e titolare, i militari dell’Arma hanno provveduto a sanzionare i presenti. Che ora, lo spritz, dovranno farselo da soli, a casa propria.

Cristina Gauri

1 commento

  1. Ma si può del tutto escludere che uno spritz al giorno combatta efficacemente il contagio da coronavirus ?

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