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Verona, 3 ott – A quanto pare, per certa sinistra globalista, i Comuni italiani possono patrocinare eventi e conferenze solo quando finanziano soggetti e associazioni della sua parrocchia. Se è invece la «destra» o l’«area identitaria» a ricevere il placet delle istituzioni, ecco che partono i consueti appelli alla censura e all’inquisizione. L’ultimo caso da registrare è a Verona, dove il Comune scaligero ha dato la propria benedizione – e il proprio patrocinio – a un evento organizzato da Andrea Bacciga, consigliere comunale accusato di essere «vicino alla destra identitaria». Al centro della conferenza – a cui porterà i saluti anche il sindaco Federico Sboarina – ci sarà il tema dell’immigrazione, che ovviamente verrà analizzato in maniera più critica rispetto a un circolo Arci.

La destra non può parlare

Ma a suscitare l’ira e l’indignazione della sinistra anti-pluralista sono soprattutto i relatori invitati da Bacciga. Innanzitutto Francesco Borgonovo, vicedirettore della Verità (nonché collaboratore del Primato Nazionale), colpevole – a detta dei censori fucsia – di essere l’autore del fumetto Adam. Edita da Ferrogallico, questa graphic novel ha voluto raccontare una «storia di immigrazione» (questo il sottotitolo) ben diversa da quelle – tutte monotone ed edificanti – che ci ammannisce ogni giorno la stampa globalista. Perché, è evidente, i drammi connessi dell’immigrazione devono essere sottaciuti o – al limite – ridotti a meri «effetti collaterali» delle magnifiche sorti e progressive dischiuse dalla globalizzazione cosmopolita.

Immigrazione a senso unico

Ma a mandare su tutte le furie i questurini del pensiero è, in particolare, la presenza tra gli ospiti di Francesca Totolo. La «dama sovranista», infatti, è ormai diventata una vera spina nel fianco per gli immigrazionisti di tutte le parrocchie, che l’accusano di diffondere presunte fake news, di scrivere per il Primato Nazionale e di aver pubblicato il suo successo editoriale Inferno Spa con Altaforte, la casa editrice più odiata dai parrucconi fucsia. Un libro che – con grande scorno della sinistra globalista – ha destrutturato la narrazione buonista sulle Ong-che-salvano-i-migranti e sui cosiddetti «umanitari». In prima fila contro la Totolo si sono schierate, tra gli altri, le femministe di «Non una di meno», il collettivo antifascista che – attaccando la «dama sovranista» – si è definito come «marea femminista, frocia e migrante». Con questa autorappresentazione, è evidente che l’evento veronese patrocinato dal Comune arriva come una doccia gelata. Che, se non placherà i loro bollori, contribuirà perlomeno a un bel travaso di bile.

Valerio Benedetti

1 commento

  1. “Marea femminista, FROCIA & migrante” . Ottimo biglietto di presentazione. Soltanto trenta anni fa’, “persone” del genere venivano definite, senza se e senza ma, per ciò che sono : INDESIDERABILI! I negracci che hanno scoperto un nuovo sport, quello di prendere a pugni, vigliaccamente, proditoriamente , di sorpresa e senza alcun motivo, cittadini italiani di sesso femminile, non riescono mai a rifilare un qualche buon pestone a qualche appartenente alla “marea femminista, FROCIA & migrante” ???

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