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Anche i vescovi se ne sono accorti: “I lockdown fanno esplodere le faglie sociali”

by Cristina Gauri
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consiglio episcopale permanente vescovi

Roma, 25 mar – Anche i vescovi del Consiglio episcopale permanente prendono coscienza dei profondi sconvolgimenti economici e sociali portati da chiusure e restrizioni anti Covid. Nel comunicato finale della sessione primaverile del Cep si parla infatti di “drammatico ‘effetto domino’ sulla salute, sul lavoro, sull’economia e sull’educazione“, per cui i vescovi esprimono profonda preoccupazione.

I vescovi pongono l’attenzione sulle faglie sociali 

Nel documento i vescovi parlano dell’esplosione di vere e proprie “‘faglie sociali’ – tra i piu’ ricchi e i sempre piu’ poveri, fra cui rientrano in numero crescente lavoratori e piccoli imprenditori del ceto medio”, letteralmente fatti a pezzi dallo stillicidio di chiusure-aperture-chiusure. Le fratture socio economiche tra “Donne e uomini, anziani e giovani”, fa notare i Cep, “richiamano a un forte senso di responsabilità che deve accomunare le istituzioni, sia quelle civili sia quelle religiose”.

I vescovi esprimono inoltre “preoccupazione per la tenuta sociale del Paese“. Vi è “urgenza di uno sguardo lucido sulla situazione attuale” che si traduca “in azioni concrete a sostegno delle famiglie e dei cittadini, in particolare quelli piu’ vulnerabili”.

Anche la scuola è in pericolo

“La frattura educativa causata dalla pandemia e denunciata anche dal Card. Bassetti nei giorni scorsi è un problema serio quanto il calo del Pil. Dobbiamo essere pronti fin da subito a porvi rimedio, altrimenti ne pagheremo le conseguenze per i prossimi decenni”. Così è intervenuta la Presidente Fidae, Virginia Kaladich, commentando il documento dell’Ufficio Nazionale per la Scuola e l’Università della CEI  Ricomporre la frattura educativa. La pandemia e le sfide per l’educazione e la scuola.

“Oggi è necessario prima di tutto garantire a tutti gli alunni il diritto alla connessione, e la pandemia ci ha fatto capire come non tutto il paese sia raggiunto dalla banda larga e soprattutto come non tutte le famiglie abbiano a disposizione più device”, denuncia. “La scuola, come ha ricordato il Presidente della CEI, integra, include, accompagna, per questo chiediamo al nuovo Governo che non discrimini nessuno, non esistono alunni di serie A e alunni di serie B, e che anzi coinvolga tuti gli attori in un tavolo di lavoro che porti alla creazione di un Piano nazionale di istruzione”.

Cristina Gauri

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2 comments

Sergio Pacillo 25 Marzo 2021 - 5:48

Come parlano bene !

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G. 26 Marzo 2021 - 10:23

“Oggi è necessario prima di tutto garantire a tutti gli alunni il diritto alla connessione, e la pandemia ci ha fatto capire come non tutto il paese sia raggiunto dalla banda larga e soprattutto come non tutte le famiglie abbiano a disposizione più device.”
Anche la Chiesa è stata raggiunta dal disagio mentale dell’equità, ovvero identità di risultati, e del diritto positivo?

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