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Vicenza, ruba pistola a carabiniere e spara a vigile: marocchino ucciso. “Gridava Allah Akbar”

by Alessandro Della Guglia
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vicenza marocchino

Roma, 24 apr – Attimi di terrore puro nel comune di Fara Vicentino, in provincia di Vicenza, dove un marocchino è rimasto ucciso in un conflitto a fuoco con i carabinieri. Il nordafricano, a quanto riferito dai quotidiani locali, aveva sparato a un vigile – ferendolo gravemente – con una pistola che aveva sottratto a un carabiniere. Le forze dell’ordine erano intervenute in seguito alla segnalazione di alcuni cittadini: un uomo stava urlando in mezzo alla strada ‘Allah akbar’. La sparatoria è avvenuta in via Crosara, all’altezza della rotatoria che collega i comuni di Breganze e Fara Vicentino.

“Gridava Allah Akbar”: marocchino ucciso a Vicenza dopo aver sparato a un vigile

Stando a quanto riportato da Il Giornale di Vicenza, militari e agenti intervenuti sul posto hanno tentato di immobilizzare il marocchino, ma nelle fasi concitate della colluttazione il nordafricano è riuscito a sfilare un’arma di ordinanza a un carabiniere, iniziando a sparare all’impazzata. I militari hanno risposto al fuoco, uccidendolo.

L’agente 41enne Alex Frusti, raggiunto da due colpi di arma da fuoco (uno a un piede e l’altro al torace), è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Santorso. Sottoposto a un delicato intervento chirurgico, le sue condizioni sono serie ma non sarebbe in pericolo di vita, perché fortunatamente non sarebbero stato colpito a organi vitali. “Gli agenti stavano facendo il loro giro di routine – ha dichiarato ai giornalisti il sindaco di Fara Vicentino, Maria Teresa Sperotto – e hanno chiamato i carabinieri perché avevano bisogno di un supporto. In quel momento dev’essere successo il fatto. Me ne rammarico per tutti, sia per la persona che è deceduta, sia per il nostro agente che è rimasto ferito”.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

Germano 24 Aprile 2023 - 4:02

Per ogni atto del genere, commesso da un immigrato, dovrebbe essere prevista una multa, da detrarre automaticamente dallo stipendio di ogni politico che difende l’immigrazione.
Un minimo di cinquemila euro per ogni politico per ogni reato, naturalmente.

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