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Firenze, 29 gen – Ennesimo caso di abusi che vede coinvolta la Chiesa cattolica. A Prato, 9 appartenenti all’ex comunità “Discepoli dell’Annunciazione”, soppressa dal Vaticano lo scorso dicembre, sono indagati per violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. Le persone accusate sono 5 sacerdoti, un frate e 3 religiosi, mentre le vittime sono 2 fratelli che all’epoca dei fatti erano minorenni affidati dai genitori alla comunità. Secondo la Procura di Prato gli abusi sarebbero durati anni e si sarebbero consumati all’interno delle due sedi dei “Discepoli dell’Annunciazione”: a Calomini in provincia di Lucca e a Prato.

Violenze sessuali di gruppo

Tra i nove indagati c’è pure il fondatore della comunità, don Giglio Gilioli, sacerdote veronese di 73 anni. A dicembre il Vaticano decise di sopprimere la comunità in questione per una serie di motivi, fra i quali “forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo”. L’inchiesta sarebbe partita grazie alle dichiarazioni dei due fratelli vittime degli abusi, ma anche di altre persone interrogate dalla squadra mobile della Questura di Prato. Stando alle accuse, otto dei nove indagati si sarebbero approfittati di uno dei due minorenni abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica, costringendolo a compiere e a subire atti sessuali anche con più persone. Le vittime potrebbero però essere di più e potrebbero essere coinvolti nelle violenze anche altri adulti, in base almeno a quanto emerso dalle testimonianze dei due fratelli.

Alessandro Della Guglia

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