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Roma, 9 apr — Finiamola di criminalizzare coloro che esitano sul vaccino AstraZeneca, additandoli come no vax e sabotatori criminali: secondo il virologo Massimo Clementi gli italiani hanno diritto di informarsi, riflettere e — se è il caso — dubitare dello tsunami di notizie contrastanti riguardo la campagna vaccinale.



Clementi: chi esita sul vaccino non è no vax

«Le persone che hanno un’esitazione sul vaccino anti-Covid, in particolare su AstraZeneca, non sono no vax», spiega ad AdnKronos il direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano e docente all’università Vita-Salute. «Sono persone che riflettono, si informano, sono state travolte da una pioggia di notizie e sono ovviamente spaventate».

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Una pessima comunicazione

Accogliere acriticamente il verbo vaccinale non significa essere no vax. «Su questo vaccino c’è stata una comunicazione martellante e abbiamo visto anche degli avanti e indietro terribili». E’ umano, per Clementi, avere dei dubbi. Soprattutto alla luce degli evidenti errori commessi nell’informare la popolazione: «Adesso per salvare la situazione servirebbe a mio avviso una comunicazione scientifica trasparente».

«Penso che queste persone che oggi vacillano si possa riportarle a comprendere le reali dimensioni di questo fenomeno. Basta leggere i bugiardini – prosegue Clementi – Io per esempio al mattino prendo quattro diverse medicine, da quella per la pressione a quella per il colesterolo. Se leggo i bugiardini di quei quattro farmaci penso: altro che AstraZeneca». Per il virologo occorre quindi riportare il fenomeno delle reazioni avverse alle sue reali dimensioni. «Questi eventi rari sono venuti fuori adesso perché abbiamo vaccinato milioni di persone, certo non potevano emergere negli studi registrativi con alcune decine di migliaia di persone coinvolte. In queste rare forme di trombosi descritte in pratica si formerebbero anticorpi che vanno a legare il fattore che regola le piastrine».

L’informazione deve essere trasparente

La chiave sta tutta nella «trasparenza dell’informazione. Tutti i colleghi molto disponibili nei talk show dovrebbero spendere quel tempo anche per spiegare cosa è questa vaccinazione e perché bisogna farla e fare informazione su tutto questo. Sarebbe davvero utile». Sicuramente più utile che criminalizzare e diffondere insicurezza. E siccome, secondo Clementi, «non è mai stata fatta educazione sanitaria alla popolazione», ma si è preferito giocare a chi «la sparava più grossa», il risultato è sotto gli occhi di tutti: una popolazione indecisa e spaventata. «Ora spero che ne verremo fuori bene. Se non ci sono altri incidenti di percorso, anche un po’ mediatici, spero si riprenda in maniera coerente con la campagna vaccinale e che vinca la voglia di superare questa cosa. Abbiamo superato i dubbi sul vaccino a mRna, supereremo anche quelli su AstraZeneca»

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Da uno che prende al mattino quattro diverse medicine…, pietà per i vivi!
    Lo ascoltiamo per la sua sincerità, ma francamente la trasparenza-inconsistenza della informazione è quella che l’ ha portato ai quattro medicinali. Davanti ai se e ai ma scientifico-curativi è preferibile la natura che guarisce!! Ma vaglielo a spiegare…

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