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Roma, 9 apr – “Inutile aspettare maggio se si può riaprire a metà aprile“: Matteo Salvini torna alla carica con le riaperture, invocate anche da tanti presidenti di Regione. “I dati scientifici e i dati medici, per fortuna, in diverse zone d’Italia permetterebbero già dal mese di aprile di ricominciare a lavorare. Se la situazione sanitaria è positiva già da aprile, cosa diciamo a queste migliaia di lavoratori? Che devono aspettare un mese perché la scienza vale quando si chiude ma non vale quando si apre?”.

Salvini: “Riaprire quando i dati sono da zona gialla”

Anche in risposta al ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, che oggi ha parlato di ripresa delle attività economiche da maggio, Salvini ribadisce: “Se la scienza è scienza quando diventi zona rossa e chiudi, la stessa scienza rimane scienza quando torni zona gialla e puoi riaprire“. Così il segretario della Lega, ai microfoni di Radio anch’io su Radio1 Rai, riaccende la polemica nella maggioranza tra “aperturisti”, che fanno capo a lui, e “rigoristi”, con in testa il ministro della Salute Roberto Speranza. Come è noto la zona gialla è abolita per decreto fino al 30 aprile. Ma il leader della Lega e tanti governatori chiedono di ripartire prima, perché le attività chiuse da mesi sono allo stremo.

“Speranza? Mi aspetto lo stesso rigore per le aperture, quando i dati lo permetteranno”

“Speranza? Ho fiducia in Draghi, non mi interessa la polemica personale. Le mie valutazioni le tengo per me. Dal ministro della Salute mi aspetto lo stesso rigore per le aperture, quando i dati lo permetteranno, che ha usato con le chiusure“.

Il leader della Lega difende chi va in piazza a protestare contro le chiusure

Il leader della Lega difende anche chi scende in piazza per protestare contro le chiusure che hanno messo in ginocchio interi settori dell’economia. “Se in piazza va un imprenditore, una madre di famiglia, un gestore di palestre, di teatro, di cinema, di impianto sportivo che ha in quell’attività i sacrifici di 40 anni di lavoro, non va in piazza un delinquente. Va in piazza una persona che vuole lavorare. Poi, su cento manifestazioni che ci sono state e cento altre che ce ne saranno, novantanove sono tranquille, pacifiche, colorate, ordinate. Se in una ci si infila qualche cretino che aggredisce o insulta i poliziotti, il codice penale prevede già che questo cretino venga allontanato e passi dei guai”. 

Immigrazione, l’ex ministro dell’Interno attacca le Ong

Sul fronte dell’immigrazione – con la Lamorgese al Viminale in un anno gli sbarchi sono triplicati – Salvini va all’attacco delle Ong, sue nemiche giurate. “Chi ha criticato Mario Draghi sui salvataggi dei migranti sulle coste della Libia, se è insorto è ignorante. Ho fatto il ministro dell’Interno e la Guardia costiera ha salvato decine di migliaia di persone da morte e annegamento sicuro. Era meglio farli annegare, piuttosto che riportarli nei centri di detenzione in Libia? Non penso“, chiarisce.

“L’immigrazione – sottolinea il leader del Carroccio – va controllata e regolamentata, i problemi semmai provengono da alcune Ong che di umanitario hanno ben poco e che sono complici dei trafficanti di esseri umani. Mentre una Guardia costiera fa per mestiere operazioni di salvataggio, ci sono pagamenti di centinaia di migliaia di euro sui conti correnti personali di qualcuno che fa il buono in televisione e poi si arricchisce sulla pelle di questi disgraziati”.

Adolfo Spezzaferro

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