Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 23 nov – Una delle ultimissime notizie circa il Covid riguarda, ancora una volta, il coinvolgimento di una specie animale. Stavolta è il turno del visone: il mustelide, allevato allo scopo di ottenere pellicce, è risultato suscettibile all’infezione da coronavirus e, cosa preoccupante, si è dimostrato in grado di reinfettare l’uomo.

Cosa è successo

In Danimarca, il più grande produttore di pellicce di visone al mondo, sono stati registrati almeno 12 casi di passaggio del virus dal visone all’uomo (8 sono lavoratori in allevamenti), dopo che il mustelide era stato infettato da alcuni dipendenti risultati positivi. Il fatto preoccupante non è solo l’accertata suscettibilità di questo animale al virus e la sua capacità di eliminarlo (ossia diffonderlo), ma specialmente la modificazione che il patogeno ha subìto con questo salto di specie. Di fatto, è possibile che il virus mutato dopo il passaggio nell’animale, possa sfuggire all’immunità indotta dal vaccino.

Naturalmente, al momento non è possibile averne matematica certezza, ma il governo danese non vuole correre rischi e per mezzo del primo ministro Mette Frederiksen ha comunicato: “Il rischio è troppo alto e non voglio che ci carichiamo sulle spalle la responsabilità di aprire la porta a un nuovo COVID 19 immune al vaccino in nome del nostro interesse all’export di pellicce. Dunque, la decisione estrema è inevitabile, nell’interesse del mondo intero”. La decisione a cui fa riferimento la politica, è quella di abbattere i capi presenti in un raggio di 8 km dagli allevamenti infetti. In seguito al dilagare delle positività, è stato ordinato di abbattere anche gli altri capi (ci sono più di 1.100 allevamenti nel regno di Danimarca).

I precedenti

Ad aprile scorso, era stata ventilata l’ipotesi che gli animali potessero avere un ruolo nella diffusione del virus, con timore di una panzoozia (diffusione di una malattia infettiva che colpisce pressoché tutte le specie di un territorio), ma i pochissimi casi registrati (meno di dieci tra cani, gatti, tigri e leoni) sono stati correlati allo stretto contatto tra umani molto positivi ed animali ed etichettati come fatti assolutamente casuali, tanto è vero che si è giunti alla conclusione che questi ultimi non diffondono il patogeno.
Ora il discorso pare essere diverso, con la capacità dei visoni di infettarsi e di trasmettere indietro all’uomo.

È dunque un allarme?

No, si tratta di allerta. Essendo ad oggi la pandemia sostenuta da contagi uomo-uomo, è necessario evitare la trasmissione ad animali sensibili (come pare essere anche il procione). Questo significa che non c’è bisogno di andare in panico, ma anche che la questione non è da sottovalutare. Peraltro, l’OIE (Organizzazione Mondiale della Sanità Animale) spiega che i dati in nostro possesso sono ancora insufficienti per dare perentorietà di sentenza: “Sono necessarie ulteriori indagini per comprendere appieno l’impatto di queste mutazioni” si legge sullo statement pubblicato sul proprio sito il 12 novembre scorso, dove viene ribadita l’importanza della prevenzione e della vigilanza sanitaria.

La situazione in Italia

Sono state riscontrate poche unità di positività sui visoni allevati in Italia (nove le strutture presenti), peraltro senza alterazioni organiche dopo l’autopsia ed in allevamenti con più di ventimila capi. È stato anche accertato che alcuni dei lavoratori erano positivi al virus. Sono stati quindi effettuati approfonditi controlli sui restanti capi, tamponi compresi, riscontrando solo un caso di positività – peraltro debole – su materiale fecale, concludendo che i visoni sono in buono stato di salute generale.

Se in prima battuta il ministero della Salute aveva dichiarato di continuare la sorveglianza epidemiologica ma dichiarando che non c’era stata circolazione virale negli allevamenti nostrani, è notizia di oggi che lo stesso dicastero ha emesso un’ordinanza per sospendere l’attività allevatoriale del mustelide almeno fino a marzo del prossimo anno, rispettando il parere del Consiglio Superiore di Sanità, fino a nuova valutazione dello stato epidemiologico. Resta sottointeso che eventuali capi risultanti positivi verranno abbattuti e distrutti.

Francesco Roggiolani – Medico veterinario

Bibliografia:
https://ilfattoalimentare.it/visoni-coronavirus-ecdc.html
http://www.veterinariaalimenti.marche.it/Articoli/covid-19-dimostrata-la-trasmissione-uomo-visonevisone-uomo
https://www.oie.int/en/for-the-media/press-releases/detail/article/oie-statement-on-covid-19-and-mink/
https://www.anmvi.it/2020/1008-covid-19-nei-visoni-anmvi-veterinari-fanno-barriera-sanitaria-italia-non-e-la-danimarca.html
https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/70311-covid-19-e-visoni-oie-prevenire-il-contagio-umano.html
https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/70283-covid-19-e-visoni-l-italia-riferisce-regolarmente-a-oie.html
Veterinaria Italiana 2020, 56 (1), 11-12. doi: 10.12834/VetIt.2246.12523.1

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta