Roma, 21 ott – “Europa, Hashish, Laissez-faire”, questo è lo slogan con cui si presenta il Comitato Ventotene, movimento di giovani nato a Bologna “con l’obiettivo di proporre una visione diversa dell’Europa”. “L’Europa, la nostra casa, dove pensiamo si debbano realizzare gli interessi dei cittadini del continente; l’hashish, che sta per l’amore per la libertà personale, anche quella di farsi del male, se ciò non arreca danni a terzi; e laissez-faire, poiché l’economia di mercato è l’unica nella storia ad essere riuscita a migliorare le condizioni di vita degli individui” spiegano i giovani europeisti eredi di Altiero Spinelli, padre fondatore dell’Unione Europea, nonché uno dei primi alleati storici di George Soros nel Vecchio Continente. Fu proprio lo speculatore che inspirò e organizzò la formazione dell’assemblea costituente di Bruxelles che costituì l’Unione Europea. Da quel momento, Soros divenne l’ideologo della Ue, intrattenendo stretti rapporti con i presidenti della Commissione europea, in particolare con Jean-Claude Juncker con cui si incontrava spesso in un ristorante di Bruxelles, e stringendo “affidabili alleanze” con decine di europarlamentari, tra questi gli italiani Sergio Cofferati, Roberto Gualtieri, Brando Benifei, Cécile Kyenge, Gianni Pittella, Elly Schlein e Barbara Spinelli, figlia di Altiero.



L’Europa che ama” ora ama un po’ di meno

Nel 2019, il Comitato Ventotene ha ricevuto dalla Commissione europea 25mila euro come premio monetario per la vincita de “L’Altiero Spinelli per la divulgazione”. Il progetto dei giovani europeisti era intitolato L’Europa che ama – Loving Europe. Ci chiediamo cosa sia cambiato nel Comitato Ventotene e quale sia stato il cortocircuito. In soli due anni, i ragazzi della cosiddetta “generazione Erasmus” si sono trasformati da amorevoli europeisti in odiatori da social network. Il 20 ottobre scorso, sulla loro pagina Facebook, hanno pubblicato il seguente post: “Il Pass (green pass, ndr) è chiesto praticamente ovunque, ci permette di viaggiare e ha abolito l’orribile sospensione del trattato di Schengen. Chi si oppone a questa sacrosanta misura è un nemico dell’Europa e della sua storia. Il principio del viaggio come tappa della formazione dell’individuo è alla base della nostra libertà di movimento. L’individuo che viaggia, Erasmiano, l’Homus Europaeus, il Civis della civiltà latina che sposa le libertà delle culture germaniche è stato ammanettato dai nazionalismi foraggiati dalle guerre di religione innescati dalla Riforma. La nostra libertà ci è stata restituita dall’Unione Europea. I complici del virus che rifiutano il Pass Sanitaire sono alla stregua dei liberticidi come il Duca di Alba o i cacciatori di streghe protestanti. Voi siete il virus da debellare in Europa, che in nome di una falsa libertà ammantate la vostra mancanza di responsabilità civile. Non esiste libertà individuale senza responsabilità collettiva, altrimenti siete solo Fascisti che si credono liberali solo perché non vogliono pagare le tasse”.

Il livore liberticida del Comitato Ventotene

“Voi siete il virus da debellare in Europa”, in riferimento a chi si oppone al green pass, nasconde una malcelata minaccia che si discosta fortemente da quei valori di pace e democrazia che vengono raccontati dagli europeisti. Probabilmente, sono state le impossibilità di partecipare all’Erasmus, di non poter godere del roaming gratuito e di non riuscire a partecipare alle feste nelle più famose città europee a creare un simil livore in chi, nel 2019, progettava quel “L’Europa che ama”. Consigliamo, quindi, ai giovani del Comitato Ventotene la lettura perché, come hanno affermato le loro colleghe sardine nel febbraio del 2020, il virus dell’intolleranza si cura leggendo e “l’unica mascherina utile è quella della cultura”. Infine, ricordiamo ai giovani europeisti, che enucleano tra i loro valori fondanti “l’hashish, che sta per l’amore per la libertà personale, anche quella di farsi del male”, che l’essere contrari al green pass, mero provvedimento politico, rientra nella libertà personale, mentre voler “debellare” chi si oppone alla certificazione verde è una chiara dichiarazione liberticida e antidemocratica.

Francesca Totolo

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