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Milano, 28 set – E’ ancora scontro tra l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, neoeletto Consigliere regionale in Puglia e prossimo assessore regionale alla sanità pugliese, e il primario di terapia intensiva del San Raffaele Alberto Zangrillo. Teatro del confronto la trasmissione Non è l’arena su La7. Lopalco ha attaccato frontalmente la «linea ottimista» di Zangrillo accusandolo di «sbagliare dal punto di vista comunicativo» quando si tratta di parlare dell’andamento dei contagi di Coronavirus.

Zangrillo ha replicato con garbo ma azzerando completamente la polemica dell’epidemiologo. «Le sue insinuazioni che io sono lontano dalla scienza sono bizzarre e fatte per suscitare la polemica», attacca. «Colgo la provocazione ma mi mantengo pacato riguardo quanto maliziosamente ha cercato di dire il professore Lopalco. Innanzitutto voglio specificare che a differenza sua conosco la politica ma amo il mio mestiere». Poi l’affondo con il quale rivendica l’incredibile numero di pubblicazioni uscite anche durante l’emergenza, quando cioè Zangrillo si trovava in trincea a combattere contro la pandemia: «il fatto che io sia lontano dalla scienza e dalla ricerca mi sembra una teoria un po’ bizzarra da sostenere, con il mio gruppo io da marzo ad oggi ho pubblicato una quarantina di lavori, lui uno sul coronavirus. Gli auguro di essere uno straordinario assessore per la Puglia e di sviluppare il cuore della sanità pugliese», conclude.

Parlando invece dell’attuale quadro dell’emergenza, Zangrillo ha specificato che «le curve possono essere estrapolate da qualunque motore di ricerca, anche internazionale e quindi non riferibile solo all’Italia. La paura non deve essere il motivo dominante del nostro ragionamento». Quindi sì alla messa in sicurezza dei soggetti più fragili, ma non può essere la scusa – o il pretesto – per non vivere. «Bisogna fidarsi di un sistema sanitario che ha armi efficaci. Il 15% delle forme gravi è legato ad un difetto di risposta immunitaria, è emerso da una ricerca pubblicata da Science. Oggi siamo molto ottimisti, le cose stanno andando bene». E per quanto riguarda le terapie intensive, Zangrillo rivela che «in terapia intensiva entrano malati positivi al Coronavirus ma sono anche portatori di altre patologie. In tutta la Lombardia ci sono 31 pazienti Covid in terapia intensiva, si tratta di un quarto delle persone in terapia intensiva nel mio ospedale a marzo».

Cristina Gauri

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