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Roma, 31 gen – Domani quasi tutta l’Italia passerà in zona gialla e Speranza in coro con il Cts già si straccia le vesti: “Non significa che il pericolo è scampato“, “evitare gli assembramenti altrimenti la curva esplode“. Il ministro della Salute e gli esperti del Comitato tecnico-scientifico insomma mettono le mani avanti perché da domani 1 febbraio soltanto Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia autonoma di Bolzano resteranno in arancione (e nessuna regione in zona rossa). Questo significa riaperture di bar, ristoranti e musei in gran parte del Paese. Significa italiani che mettono il naso fuori di casa. Uno scenario che preoccupa chi vorrebbe tenere tutti tappati in casa il più tempo possibile.



Da domani quasi tutta l’Italia in zona gialla

Dati alla mano e nonostante il governo, di concerto con gli esperti, abbia abbassato ulteriormente la soglia di rischio per passare in zona arancione o rossa, da domani saranno in zona gialla gran parte delle regioni. Nello specifico, Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria. Lo stabilisce l’ultima ordinanza firmata dal ministro Speranza. Ricordiamo tuttavia che fino al 15 febbraio resterà in vigore il divieto di spostamento tra regioni.

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Speranza: “Zona gialla non significa scampato pericolo”

“Zona gialla non significa scampato pericolo. Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane”, dice Speranza. Gli fa eco il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, che avverte che il ritorno in area gialla “non significa normalità”. E’ necessario “evitare assembramenti”, poiché c’è il rischio “assolutamente reale che la curva schizzi rapidamente verso numeri difficilmente gestibili”. Per spargere allarmismo, Miozzo evoca l’estate scorsa, quando “molti si sono proiettati al ritorno alla normalità senza comprendere che il virus era, come oggi, attorno a noi”.

Sardegna arancione, il ministero dovrà dare spiegazioni. Lo ha imposto il Tar

Intanto va avanti il caso Sardegna, che sulla falsa riga della Lombardia, ha fatto ricorso per essere rimasta in zona arancione. Il ministero della Salute dovrà spiegare nel dettaglio perché la Sardegna non è passata in zona gialla. Chiarimenti che dovranno arrivare entro le 15 di lunedì prossimo. Lo ha imposto il Tar – con un decreto firmato dal presidente Dante D’Alessio – che ha chiesto una relazione “sulle ragioni che hanno determinato la permanenza della Regione Sardegna per un’altra settimana in zona arancione, anche nel confronto con i dati riguardanti altre Regioni”.

Adolfo Spezzaferro

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