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Addio a Hideo Azuma, il papà di “Pollon”. Dai manga all’alcolismo

by Ilaria Paoletti
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Tokio, 21 ott – Ci ha detto addio oggi a Tokio Hideo Azuma, la mente dietro i manga che raccontano le gesta della piccola Pollon, figlia di Apollo su un monte Olimpo “sui generis” nonché quelli di Nanà Supergirl, da cui verrà tratto l’omonimo anime.

Azuma era da tempo malato di cancro  e si è spento, nella discrezione totale, a 69 anni. La famiglia ha voluto che le esequie fossero private e solo dopo qualche giorno ha reso note circostanze della morte di Azuma.

E’ una storia davvero particolare quella del mangaka Azuma. Nato a Urahoro nel 1950, ha fatto della sua cifra stilistica – sin da sul approdo a Tokio nel 1969 come assistente di Rentaro Itai – l’umorismo, il nonsense che spesso sfociano in ambientazioni sci fi. Azuma era anche specializzato nei cosiddetti manga lolicon, ovvero manga dove sono presenti molti personaggi femminili dall’aspetto  infantile o prepuberale, sovente rappresentati in maniera eroticamente “soft”, il cui stile ricorda molto quello dei fumetti per ragazze (i cosiddetti shōjo di cui ad esempio Sailor Moon è uno degli esempi più famosi).

Pollon e il successo

Tutti noi possiamo “ringraziare” Azuma per aver imparato … male i miti greci grazie alla sua creatura più famosa, Pollon. O per meglio dire, l‘anime tratto dal manga di Azuma che differiva molto dalla resa in cartoon a cui siamo stati abituati: i primi due volumi della serie, infatti, sono una serie di episodi autonconclusivi, ironici e surreali. L’anima di Pollon, infatti, che viveva in mezzo a questi déi molto (troppo) umani, cialtroni e volitivi, era decisamente politicamente scorretta e l’ironia che la venava era piuttosto cattivella.

Sebbene Azuma verrà ricordato per lo più per la sua “dea cicciotella” (questa la traduzione letterale del titolo giapponese di Pollon) la sua vicenda personale e la sua lotta con l’alcolismo è stata messa al centro di quello che forse, in realtà, è il suo capolavoro: Il diario della mia scomparsaQui Azuma parla di quando, dopo una vita frenetica e bulimica di successi come fumettista, lascia moglie, figli, lavoro e decide semplicemente di scomparire. Sebbene tratti di una vera e propria spirale verso l’inferno, tra depressione e alcolismo, Azuma non rinunciò allo stile dolce e buffo che lo aveva reso famoso anche per trattare argomenti così spinosi: “Questo manga si sforza di avere una visione positiva di tutta la faccenda. Quindi ho evitato il più possibile i disegni realistici” dichiarò “perché sono difficili da fare e in più rendono tutto triste“. Azuma riesce a rendere comica e tragica persino la sua decisione di diventare un barbone e anche un tentativo di suicidio. Adesso che scomparso lo è davvero, ci mancherà.

Ilaria Paoletti

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1 commento

rino 22 Ottobre 2019 - 1:22

Pollon è godibile perfino da adulto. Uno dei migliori cartoni animati, infinitamente lontano dalla volgarità di quelli odierni, quasi tutti made in USA. RIP AZUMA.

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