Roma, 21 ott – Mentre il governo giallofucsia è spaccato sulla manovra, l’Unione europea chiede chiarimenti proprio sulla legge di Bilancio. In attesa che il governo dia il via libera definitivo sul testo (cosa che allo stato attuale non appare affatto scontata), la Commissione Ue dovrebbe inviare oggi al nostro Paese una lettera per chiedere informazioni supplementari sulla bozza presentata la scorsa settimana. Anche altri Paesi, tra cui la Spagna, – secondo quanto si apprende da fonti Ue – riceveranno simili richieste. La richiesta Ue rientra nelle prerogative previste nel caso in cui Bruxelles ravvisi possibili rischi di violazioni delle regole sui conti pubblici. Come è noto, tale lettera è stata inviata all’Italia anche nel 2014, nel 2016, nel 2017 e nel 2018. Secondo quanto riferito da Radiocor, il governo si preparerebbe a rispondere alla richiesta di chiarimenti entro mercoledì. Tuttavia, a quanto pare, i giallofucsia non si aspettano da Bruxelles alcuna richiesta di modifica alla bozza, come è accaduto lo scorso anno.

Conte prova a ricucire prima del Cdm di stasera

Intanto, in vista del vertice di maggioranza delle 17, in mattinata a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte ha incontrato il capo politico del M5S Luigi Di Maio per vedere come ricucire lo strappo dopo il botta e risposta sulla legge di Bilancio. Di Maio infatti, incalzato da Conte “fare squadra”, ha minacciato di non votare la manovra se non dovessero passare i tre punti “imprescindibili” per i 5 Stelle, in primis il carcere per i grandi evasori. A seguire si terrà il Consiglio dei ministri, convocato alle 19, che dovrà affrontare il varo del nuovo decreto Terremoto e, per l’appunto, l’esame del pacchetto del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sul carcere ai grandi evasori. A quanto pare, Conte – sempre nell’ottica di ricucire con tutti prima del Cdm – terrà dei “bilaterali” con i singoli partiti. Per il Pd dovrebbe incontrare Dario Franceschini e Antonio Misiani, per Iv Teresa Bellanova e Luigi Marattin, mentre per LeU dovrebbe vedere Roberto Speranza.

I nodi da sciogliere: dal carcere per i grandi evasori al tetto per il contante

Sono tanti e ingarbugliati i nodi da sciogliere: dal carcere agli evasori – ossessione pentastellata – al tetto ai contanti che dovrebbe scendere a 2.000 euro per il 2020 e a 1.000 euro per il 2021. Ma anche le sanzioni per il Pos da destinare a tutti i commercianti che non accettano il pagamento con carta (altro terreno di scontro nella maggioranza). A quanto pare, per quanto riguarda i contanti, resta il limite voluto da Conte e dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Una mossa questa che ha irritato i renziani e anche i 5 Stelle. Carta canta, d’altronde: “A decorrere dall’1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 il divieto e la soglia per le transazioni in contante sono riferiti alla cifra di 2.000 euro. A decorrere dall’1 gennaio 2022 il predetto divieto e la predetta soglia sono riferiti alla cifra di 1.000 euro”. Sull’ultima bozza però pare sia scomparsa la Digital Tax, ossia l’imposta sui servizi digitali a decorrere dal 2020. Nelle bozze precedenti era stata anche rivista al rialzo la stima del gettito da 600 a 708 milioni annui. La norma in questo caso potrebbe approdare direttamente nella manovra.

Salvini ci spera: “Se Conte fa passo indietro, elezioni”

A questo punto però non è esclusa neanche una crisi di governo. E il leader dell’opposizione Matteo Salvini è pronto a un eventuale ritorno alle urne: “Se Conte dovesse fare un passo indietro si dovrebbe tornare alle elezioni il prima possibile. In una democrazia normale se saltano i governi, se mancano le maggioranze e se l’unico collante è la poltrona si va alle elezioni. L’unica via normale”.

Adolfo Spezzaferro

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