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Roma, 23 gen – Possibile che gli organizzatori del Salone del Libro di Torino siano stati folgorati sulla via del pluralismo e della libertà di espressione? Sembrerebbe proprio di sì. Nonostante la censura subita l’anno scorso, quest’anno Altaforte, la famigerata casa editrice considerata “vicina a CasaPound”, è stata invitata ufficialmente al Salone Internazionale del Libro, che si svolgerà come consuetudine a Torino nel maggio prossimo. “Caro editore ti abbiamo riservato uno spazio speciale al salone internazionale SalTo Nuovi Editori”, si legge nella mail ricevuta da Altaforte. “Ogni editore per noi è importante con il suo lavoro arricchisce varietà titoli garantendo bibliodiversità, aiuta a preservare la pluralità e diffusione delle idee”. Insomma da parte degli organizzatori della kermesse pare proprio ci sia stata una inversione di rotta, con le velleità censorie ormai relegate a roba dell’anno passato.

Polacchi: “Ci saremo, ma avanti con la causa di risarcimento”

Altaforte ha deciso di accettare l’invito e di confermare la partecipazione per il prossimo maggio, precisando però che l’azione legale per il danno subito l’anno scorso resta in piedi: “Parteciperemo nonostante le polemiche politiche che quasi sicuramente si solleveranno”, dichiara l’editore Francesco Polacchi, “riteniamo che avere uno spazio sia un nostro diritto. Ma ci tengo a precisare che la causa di risarcimento per il danno di immagine subito l’anno scorso andrà avanti”. L’editore di Altaforte interpreta l’invito come un gesto distensivo “nei confronti di un mondo culturale che non merita di essere censurato”.

Polacchi si augura che “i toni non saranno quelli dell’anno scorso”, ma si dice pronto ad affrontare le possibili polemiche: “Le affronteremo con l’ironia che ci contraddistingue“, spiega ribadendo l’impegno contro la censura. “Altaforte è una casa editrice che coinvolge i propri lettori anche con forti battaglie di opinione. Per questo in caso di nuove censure non potremo far altro che continuare a combattere in nome della libertà di espressione”.

La lettera di rettifica del Salone internazionale del libro di Torino

La notizia dell’invito ad Altaforte all’edizione 2020 del Salone del libro ha fatto rapidamente il giro dei media. Ma a quanto pare l’invito era stato generato in automatico e quindi non intenzionale. Riportiamo di seguito integralmente la lettera di rettifica dell’ufficio stampa del Salone del libro:

“Il Salone Internazionale del Libro apprende dai mezzi stampa che la casa editrice Altaforte avrebbe ricevuto un invito alla prossima edizione della Fiera. In realtà si tratta di una comunicazione commerciale automatizzata, partita dall’Aie, Associazione Italiani Editori, per un’iniziativa congiunta, destinata a un database contenente i contatti di tutti coloro che hanno richiesto un codice Isbn negli ultimi due anni. Tra questi è stata indirizzata anche alla casa editrice SCA2080 srl con sede a Roma, che a quanto pare, risulta collegata al marchio Altaforte.

Il Salone del Libro ribadisce che i contratti sono da perfezionare per volontà delle due parti e, visto il pregresso avvenuto nel 2019, non intende sottoscrivere alcun contratto con le suddette società“.

Davide Di Stefano

11 Commenti

  1. secondo me hanno soltanto bisogno della stessa visibilità dello scorso anno e cosa meglio di una nuova querelle con CPI? declinerei l’invito…non meritano tanta pubblicità gratis!!

  2. Scusate! Non avevo letto bene tutto: i soliti faziosi ipocriti. Ma se deve essere il solito mercato delle insensatezze main stream, scriite dai soliti pennivendoli… pazienza! Ne faremo a meno, molto volentieri.

  3. Questa nota apriva il Salone del Libro di Torino del 2019 :

    “Un Salone per tutti e di tutti”

    “Il Salone è lo spazio dell’incontro e del dialogo, tra lettori e curiosi, tra editori e addetti ai lavori, che si ritrovano a Torino, per cinque giorni, a confrontarsi sul mondo in modo aperto. Perché il Salone è una manifestazione dai contenuti alti, ma alla portata di tutti. Questa è la sua scommessa, la sua forza, la sua particolarità soprattutto oggi, momento in cui infuria la battaglia – o presunta tale – tra popolo ed élite. Il Salone offre argomenti e riflessioni utili ad affinare lo sguardo e preziosi per scoprire qualcosa in più su se stessi e sul nostro tempo, e lo fa coinvolgendo tutta la scena editoriale italiana, garantendo bibliodiversità, pluralità di visioni, proposte e idee. Confermandosi spazio per il dialogo tra editori, scrittori, Università, librai e istituzioni. Portando così avanti la battaglia per la lettura”.

    È chiaro che “bibliodiversità, pluralità di visioni, proposte e idee” sono le classiche parole scritte su un foglio bianco per riempirne il vuoto, visto che non hanno trovato applicazione nella pratica nel 2019, e non la troveranno nemmeno nel 2020.

    Ennesima violazione dell’Articolo 21 della Costituzione Italiana.