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Roma, 15 ago – Nella notte tra il 15 e il 16 agosto del 1956 fu brutalmente assassinato Raimondo Falqui, una giovane Guardia di Finanza in servizio presso il distaccamento delle Fiamme Gialle di Fundres, in Val Pusteria.

Una serata alla locanda

A circa mezzo chilometro dall’abitato sorgeva la casermetta che ospitava il contubernium della Guardia di Finanza. La sera delle Feriae Augusti, verso le 21, due finanzieri ventenni, Raimondo Falqui e Francesco Lombardi, si aggregarono ad un gruppo di musicanti che stava passando nei pressi del distaccamento e, insieme ad esso, si recarono presso la locanda dell’Enel. I due commilitoni erano disarmati e abbigliati esclusivamente con calzoni e camicia militari. Falqui calzava un paio di scarpette da tennis prive di stringhe. La brigata di strimpellatori era composta da Josef Weissteiner, Martin Huber, Agostino Weissteiner, Severino Ebner, Josef Oberhofer, Johannes Huber e Alois Bergmeister. Falqui nel corso della serata offrì a tutti i commensali da bere e, verso le 23, decise di tornare in caserma. Si alzò, ma il passaggio verso l’uscita gli era precluso dalle gambe dello spaparanzato ed ebbro Luis Ebner, che gli impedivano il passaggio. Il militare gliele spostò e, tra risate sguaiate e dileggi, si svincolò.

Prima di uscire, le Fiamme Gialle sollecitarono gli astanti a sgombrare il locale poiché l’ora di chiusura era ormai passata. La masnada vociante, impermalita per essere stata costretta a interrompere le libagioni, iniziò, nella zona prospiciente l’esercizio, a sbraitare urlii di protesta e intimidazioni. Qualcuno strillò: «Prendiamo dei bastoni e cacciamoli giù». Afferrate delle clave da una catasta di legna e divelti alcuni pali da una staccionata, i bravacci cominciarono a rincorrere i finanzieri che, dopo una breve fuga, si arrestarono per invitare la cricca invasata a passare avanti. Improvvisamente, al grido di «andate via porci italiani», gli assalitori iniziarono a menar fendenti con i randelli e a lanciare oggetti vari all’indirizzo dei due servitori dello Stato. I militi, vista la mala parata, ripiegarono precipitosamente lungo il sentiero, intenzionati a raggiungere al più presto il loro accantonamento.

Il brutale omicidio di Raimondo Falqui

Raimondo Falqui, che durante l’inseguimento aveva perso le sue scarpette, fu raggiunto dalla canea inferocita tra la passerella sul rio Fundres e la passatoia sul ruscello Roaner. Mentre Bernhard Ebner lo gettava a terra, altri sei gli furono addosso e, irraggiati dalla luce di una torcia elettrica, lo malmenarono brutalmente con calci inferti spietatamente con i grossi scarponi ferrati, con pugni e con vigorose randellate.

Johannes Huber, a quel punto, vedendo Falqui ridotto a un’ansimante maschera di dolore, gridò: «Lasciatelo stare ragazzi, così va bene». Il poveraccio si drizzò a fatica e, trascinandosi penosamente barcollando e zoppicando, arrancò verso il suo alloggiamento. Luis Ebner, ancora non soddisfatto, raggiunse nuovamente il militare ferito, lo agguantò, strappandogli di dosso la camicia, e in un raptus di follia omicida lo scaraventò nel torrente Roaner.

Intanto Francesco Lombardo, dopo essere stato raggiunto da una gragnola di sassi, raggiunse di corsa la casermetta e diede l’allarme. Solamente alle prime luci dell’alba venne ritrovato il corpo esanime di Raimondo Falqui, disteso a faccia in giù sul greto del rio Roaner.

Eriprando della Torre di Valsassina

3 Commenti

  1. In quegli anni l’ odio verso gli italiani ha raggiunto livelli impensabili. Ritengo che tra i teutonici degenerati gli sciacalli non fossero in minoranza… “Stranamente” verso gli anni del boom economico tanto da far pensare a volgari interessi di confluenza economico-finanziaria ben precisi.

  2. fortunatamente il covid avra’ accoppato anche un sacco di infamoni traditori della patria comunisti assassini

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