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Andrea Tarabbia e quell’ossessione per il (neo)fascismo che diventa invidia antropologica

by Matteo Fais
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Andrea Tarabbia

È una situazione letteraria, quella italiana, angosciante, monomaniacale. Scurati con i suoi wikipediani tomi sul Duce. Il caso letterario Beatrice Salvioni, con La malnata, ambientato durante il Ventennio. Nel 2023, si scrive del fascismo più di quanto non lo si facesse quando erano in attività autori che il periodo in questione l’avevano vissuto personalmente e con piena coscienza. Adesso, a dire di quegli anni, ci sono solo scrittori più o meno giovani che al massimo hanno orecchiato qualche racconto dei nonni, o la cui conoscenza in merito si riduce a inchiostro sui libri. Narratori, insomma, che scrivono per sentito dire, senza avere la benché minima idea di come pensassero gli uomini di allora, in un universo da noi, oramai, antropologicamente irrecuperabile. I più audaci, invece, quelli che si arrischiano a raccontare il presente, non rinunciano comunque al fantasma nero, come Andrea Tarabbia, con Il continente bianco (Bollati Boringhieri), che affronta il problema del neofascismo.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2023

Niente di nuovo, in verità. Ci aveva già pensato Goffredo Parise, con L’odore del sangue, alla fine degli anni Settanta. Tarabbia ha ripreso la sua storia, vi ha aggiunto sé stesso come personaggio e ha concentrato maggiormente il focus su un movimento di fascisti del terzo millennio. La trama dell’originale è molto semplice: una coppia sui cinquanta, con un rapporto ormai più platonico che carnale e in cui ognuno si fa gli affaracci propri alla luce del sole, è scossa dalla relazione che la donna instaura con un ragazzo appena venticinquenne e dichiaratamente fascista. Se L’odore del sangue prende in esame, soprattutto, la gelosia all’interno della relazione tra i coniugi, questa è definitivamente scomparsa nel giovane autore – è proprio vero che i tempi sono cambiati! – perché il baricentro di tutto diviene l’indagine intorno al nuovo fascismo e all’attrazione per il male.

Andrea Tarabbia e un romanzo poco credibile

L’io narrante è lo stesso Tarabbia, uno scrittore che ha intrapreso una terapia da uno psicologo, il Dottor P***. A un certo punto, ex abrupto, questo lo invita a osservare, dalla finestra, un ragazzotto che staziona davanti a casa sua, dove lui ha uno dei suoi studi, e gli dice: «È un fascista, fa parte di una di quelle mezze bande che occupano abusivamente, ma con il tacito consenso di una certa classe politica, locali sfitti del centro, fanno volantinaggio nelle scuole, frequentano le curve degli stadi, picchiano barboni e immigrati e sognano, per lo meno quelli tra di loro che hanno un minimo di istruzione, una rivoluzione nera». Alla spontanea domanda di come faccia a saperlo, lui risponde che la moglie, Silvia, lo frequenta e con questo intrattiene una relazione sessuale. Già qui, il termometro che misura la sospensione dell’incredulità è esploso. Chi rimarrebbe in cura da un analista che vive una relazione aperta con la consorte, la quale, per di più, si accompagna con il capetto di un movimento dalle aspirazioni eversive? Di solito, peraltro, nella…

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1 commento

SergioM 21 Maggio 2023 - 10:43

Manca che il fascio sia un informatore della digos e taach , scatta il film con Placido di denungia bolitica .
Quando lo stronzetto se dicente scrittore nasceva , ero già da anni conosciuto
dall’ Ufficio Politico della Questura come Picchiatore Fascista , così si diceva allora .
Non serviva aver menato nessuno ….. era quello il termine della sbirraglia .
Vivo nella città più NERA d’ Italia , e non è mai successo nulla , ma avevamo
L’ Ufficio politico ipertrofico per una città tranquilla , c’ erano più sbirri che alla
Buoncostume , con le puttane ancora nelle strade …..

oggi ridimensionerebbero per
Problemi di BUDGET , allora non usava , ma dovevi giustificare cosa facevi ……

Se leggete le cronache del giornale locale pare si fosse peggio che a Scampia …..
Ho partecipato ad alcuni di quegli eventi , due spintoni , due sberle e qualche vaffa .
Ma l’ UP creava la fake news ed il giornalista ci metteva del suo .

I Fasci hanno
attaccato giovani che manifestavano contro la guerra del vietnam ……. BALLE !

Non mi sono mai permesso di dirmi Fascista perché ho conosciuto VERI Fascisti ,
gente seria , che aveva marciato su Roma o combattuto nella RSI .
Io sono di Destra e BASTA , DESTRA vera NON come la molle Meloni filo
USA ,
ma nulla a che vedere coi FASCISTI , immensi ed irripetibili .

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