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Roma, 1 gen – Hanno suscitato scalpore le parole del senatore Alberto Bagnai. Intervenendo in Senato in occasione del voto di fiducia sulla manovra, il leghista ha paragonato Bruxelles all’invasione tedesca della Polonia. Un accostamento, quello in direzione di una presunto nazismo dell’Unione Europea, che ha fatto scattare le urla indignate di Partito Democratico e sodali. Di paragone “allucinante” ha parlato il viceministro all’economia Antonio Misiani. “Un parallelo vergognoso e inopportuno”, gli ha fatto eco il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova.

Nazismo ed Unione Europea: un falso storico

Se Pd e radicaleria chic varia si sono risentite sul punto, ciò non va però ascritto all’ardito accostamento operato dal responsabile economico della Lega. Si configura semmai una sorta di delitto di lesa maestà. Il motivo è molto semplice: del nazismo, l’Unione Europea ha poco o nulla. Tutt’altro: è eredità dei padri nobili dell’attuale sinistra.

Certo, si potrebbe discutere dell’atteggiamento di Bruxelles e tracciare qualche similitudine con regimi totalitari. Non sarebbe però sufficiente, nella misura in cui non fu certo il Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi né a creare né ad avere il monopolio del totalitarismo. E si può (non solo: nell’ambito di una seria analisi storica è necessario farlo) anche parlare delle alte sfere dell’apparato tecnico-burocratico passate quasi indenni da una struttura – la Germania del III Reich – ad un’altra, vale a dire gli embrioni di quella che diventerà poi l’Ue. E’ la banalissima normalità nell’ambito di un qualsiasi cambio di regime. Mutano – violentemente o meno – gli attori politici, raramente vengono lasciati sul terreno gli attori di quel che oggi chiamano “deep state”.

Si chiama storia e ha investito anche l’Italia dopo la seconda guerra mondiale. A partire dalla “carriera” dell’ispiratore del primo articolo della Costituzione. Stesso discorso per quanto riguarda i quadri di un’aziendina come l’Iri, la cui fede politica non venne tenuta in considerazione come scriminante per decidere se confermarli o epurarli. Senza dimenticare che il partigiano Enrico Mattei, oltre a richiamare in servizio i dirigenti dell’Agip nominati durante il Ventennio, si circondò di ex membri della Repubblica Sociale Italiana. Ve ne sarebbe a sufficienza per concludere che, secondo la predetta chiave interpretativa, l’Italia sia rimasta fascista. Se credete sia una forzatura bella e buona, lo stesso identico discorso vale allora anche quando si parla di nazismo dell’Unione Europea.

Chi erano i padri fondatori dell’Ue?

Tanto più che, se dalle (pur alte) sfere burocratiche passiamo al lato politico, il discorso si mette su binari sensibilmente diversi. Tra i padri fondatori dell’Ue troviamo infatti una serie non indifferente di oppositori vuoi del fascismo, vuoi del nazismo. Tra essi, fra gli altri, anche quell’Altiero Spinelli che, dal confino, redasse (insieme ad Ernesto Rossi) il Manifesto di Ventotene che, se non può essere considerata una sorta di costituzione de facto dell’Ue, poco gli manca. Uno dei principali ispiratori dell’architettura economica comunitaria, Jean Monnet, fu membro attivo del Comitato francese di Liberazione Nazionale. Per non parlare di Konrad Adenauer o, ancora, di Alcide De Gasperi o del membro del governo belga in esilio a Londra, Paul-Henri Spaak. L’unico in qualche modo compromesso con un “ordine” precedente la fine del secondo conflitto mondiale fu Robert Schuman, sottosegretario nel primo governo Pétain (e comunque poco dopo tratto in arresto dalla Gestapo). D’altronde, in occasione della nomina della commissione Von der Leyen, i commissari non si sono certo presentati cantando l’Horst Wessel Lied.

Insomma, tracciare una continuità tra l’Nsdap e l’attuale ordinamento sembra operazione destinata a lasciare un po’ il tempo che trova. Poi intendiamoci: ognuno è libero di individuare i riferimenti e le coordinate che meglio crede. Anche di parlare di nazismo dell’Unione Europea. Con il concreto rischio, però, di finire decisamente fuori strada. E nel momento in cui non riesci a mettere a fuoco il tuo nemico – perché lo confondi con ciò che, un po’ infantilmente a dire il vero, non ti piace – allora combatterlo diventa molto più complicato.

Nicola Mattei

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4 Commenti

  1. Premesso che N. Mattei ha fatto benissimo a sintetizzare come sopra, personaggi come A.Bagnai ben rappresentano la pochezza di quasi tutti rappresentanti dell’ arco parlamentare. Siamo in pieno folklorismo politico…, è pieno di persone che sanno meno di una badante! Direte F.Crociato che c…o dice?! Oggi dovrebbe essere un giorno disimpegnato, per cui consentitemi di scrivere che persino le badanti dell’ est, in tante, affermano che non avrebbero mai pensato di uscire dall’ Urss e trovarne subito un’ altra! Quindi non c’è proprio bisogno di tirar fuori i nazisti (sconfitti) per sbraitare con parolone… Sempre rimanendo, tra il serio ed il faceto, auguro ad A.Bagnai, di non avere accanto una delle sopracitate badanti che tornando ai loro paesi di origine cominciano a cantarsela sui “padroncini” per i quali lavorano; potete ben immaginare cosa salta fuori!! Non poteva essere altrimenti con il sub-nozionismo, questo sì prettamente di centro-sinistra, che non li ha fermati dal lasciare la propria storia, i propri vecchi cari, in mano a foresti! Non certo nazisti…, ma indegni!

    • Pur riconoscendogli una notevole preparazione in materia di economia e finanza oltre a un’eccellente capacità oratoria, non sono un ammiratore del professore Alberto Bagnai, ex-comunista e in sostanza, concordo col commento del signor Fabio Crociato e di mio aggiungo che, da tempo, sono un po’ stufo di leggere e/o sentire certe – tanto superficiali quanto calunniose –
      ricostruzioni pseudo-storiche riguardanti sia il Fascismo che il Nazionalsocialismo, ricostruzioni sempre utilizzate a mo’ di clava contro l’avversario (o finto tale) partitico di turno che muta al mutare delle esigenze di chi, molto probabilmente, decide l’andazzo della “politica” italiana…

  2. Usare il nazismo come capro espiatorio fa comodo da sempre, ma la UE è praticamente la copia dell’urss. Bagnai e la sua banda sono autentici coglioni basta pensare che lo stesso Bagnai era contro non solo alla ue, ma alla moneta unica in stile urss federale ecc ecc. Poi ha cambiato idea, ritrattato tutto e ora lo spauracchio del nazismo in un sistema quello della ue generato da comunisti o ex comunisti. Un altro idiota da annoverare nella politica odierna.

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