Parlare male del fascismo sta diventando un’attività sempre più redditizia. E come se non bastassero i libri pieni di strafalcioni, inesattezze e licenze poetiche (alla Scurati per intenderci), vi è un altro filone che ultimamente sta crescendo. Quello che riguarda il nostro periodo coloniale. A questo proposito desidero condividere con voi ciò che mi ha scritto Alberto Alpozzi, reporter di guerra, ricercatore storico, scrittore, curatore del sito Italia Coloniale (che vi invito a visitare). Lo spunto viene da un libro, pubblicato di recente e intitolato Figli dello stesso cielo, scritto da Igiaba Scego. Figlia di somali fuggiti in Italia dopo il golpe del 1969 (scappati in Italia, mica in Francia o Gran Bretagna…) e che collabora con alcuni quotidiani come Repubblica, Il Manifesto, L’Unità e Internazionale, a dimostrazione della sua imparzialità e obiettività.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di novembre 2021

Il moralismo pruriginoso di Igiaba Scego

Mi scrive Alberto: «Vedi Caio, è singolare come una signora di origini somale nata in Italia, Igiaba Scego, si arrabbi e viva con disagio la storia. Fa riflettere come impieghi le sue energie per “cambiare” un passato che, per definizione, è immutabile, raccontando (con il suo nuovo libro) a ragazzini italiani la sua opinione sul colonialismo. Forse sarebbe più utile che la signora, con la stessa energia, si adoperasse per cambiare il futuro dei ragazzini del suo Paese d’origine. All’educazione dei nostri figli ci possiamo pensare da soli. Lei potrebbe adoperarsi per dare ai somali le possibilità che ha avuto lei. Invece di raccontare storie passate ai nostri figli, potrebbe spiegargli perché lei non vive in Somalia. Potrebbe spiegare agli adolescenti italiani, cattolici e bianchi, perché se andassero nel suo Paese di origine probabilmente rischierebbero la vita, mentre lei qui nel nostro vive serenamente.

Leggi anche: Bugie coloniali, tra fantasie e fake news sul colonialismo italiano

Igiaba Scego dispensa anche consigli di lettura. Tra questi vedo i testi del giornalista, da poco scomparso, Angelo Del Boca. Ma per suggerire i testi di Del Boca, ha informato i lettori che scriveva attraverso le lenti anticolonialiste, antifasciste e che – per sua stessa ammissione – ha voluto evidenziare solo gli errori degli italiani? Prima di assumersi la responsabilità di suggerire quei testi, ha verificato le fonti e i contenuti, oppure ha accettato come un dogma quanto riportato perché corrisponde a tutti i suoi pregiudizi? Lo domando perché io le fonti e i documenti citati da Del Boca sono andato a verificarli, e ne è emerso un quadro desolante che ha portato alla luce gravi omissioni e mistificazioni. Se la signora lo sa, allora…

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. alez..un’altra che sputa nel piatto dove mangia.

    comincio a non sopportare più questa gente:
    ma perchè non se ne vanno dal mio paese,se gli fa tanto schifo?
    c’è tanto mondo,là fuori…
    tanta africa e medio oriente,dove potrà sentirsi finalmente a casa sua.

Commenta