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Crescita e sviluppo: dopo la Brexit fioriscono i “porti franchi” inglesi

by Giuseppe De Santis
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Roma, 27 nov – Da quando la Gran Bretagna è uscita dall’Unione Europea ha visto la sua economia crescere e gli investimenti (anche stranieri) aumentare. Il fatto di non dover dipendere da Bruxelles ha infatti concesso al governo londinese di prendere iniziative che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili. Tra questi, ultimi in ordine di tempo, spiccano la creazione dopo la Brexit di nuovi porti franchi.

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Un porto franco o un porto libero (altrimenti anche noto come zona economica libera, in inglese freeport) è un parco commerciale situato, per l’appunto, vicino ad un porto o ad un aeroporto. La particolarità risiede nel fatto che l’imposizione fiscale è minima e dove non si applicano i regolamenti doganali in vigore in altre aree. Già in passato la Gran Bretagna avevano tentato di intraprendere questa strada. I regolamenti comunitari si erano tuttavia frapposti, rendendo le aree poco attraenti e quindi i progetti erano stati nel tempo abbandonati.

Brexit: porti franchi per aiutare l’occupazione

Ora, però, con la Brexit le cose sono sensibilmente cambiate. Di recente, infatti, un nuovo porto libero è stato creato a Teesside nel nord dell’Inghilterra. Lo scopo è di creare posti di lavoro in una zona con tassi di disoccupazione superiori alla media. L’obiettivo del governo è di fare di questo porto libero un centro per le fonti rinnovabili. Qui verranno prodotte pale eoliche, pannelli solari e altri equipaggiamenti necessari per produrre idrogeno. Secondo le stime più ottimistiche nell’area si creeranno 18mila posti di lavoro altamente qualificati. Per avviare il progetto il governo ha stanziato fondi per 200 milioni di sterline. Investimento che, una volta a regime, ripagherà l’impegno generando valore per 3,2 miliardi nei prossimi cinque anni.

Quello del Teesside non è il solo freeport che sorgerà. In cantiere vi sarebbero altri sette porti franchi: l’aeroporto delle West Midlands, Felixstowe and Harwich, la regione dell’Humber, l’area di Liverpool, Plymouth, Solent e la foce del Tamigi.

Giuseppe De Santis

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