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Orange, 25 ott – Evan McLeod, di quattro anni è affetto da autismo ma ha un temperamento solare. La mamma adottiva di Evan, Eeka Rocha McLeod, sa quanto suo figlio ami i personaggi magici della Disney e lo porta a Disneyland ogni settimana. Vestito da principessa.

Evan è stato adottato: la sua madre biologica era dipendente dalle droghe e lui è nato prematuro. Oltre all’autismo, a Evan è stata diagnosticata la microcefalia “e ritardi nello sviluppo in generale”, dichiara la mamma. “I suoi muscoli sono deboli, ha iniziato a parlare solo di recente e ha ancora difficoltà” dice ancora.

Altra particolarità di Evan è che ama indossare abiti da principessa. Ha chiesto per la prima volta di indossare un vestito a giugno, quando la sua famiglia si stava preparando per il loro viaggio settimanale a Disneyland. “All’inizio ho pensato che fosse confuso, quindi ho continuato a mostrargli l’abito da cavaliere ma era irremovibile su quello di Biancaneve”, dichiara la mamma.

Fin qui, niente di male: Evan è un bambino speciale, non segue di certo i percorsi che ci si aspetterebbe e va rispettato in qualsiasi scelta lo possa aiutare ad entrare in contatto col mondo circostante. Ciò che è inaccettabile è come la stessa madre cerchi di introdurre l’argomento “gender” davanti a questa predisposizione del bimbo, che ne è probabilmente inconsapevole, se non altro per questioni anagrafiche. In una didascalia scritta dalla mamma di Evan a corredo di un video in cui il bimbo è vestito da Biancaneve, si legge: “Questo è il mese dell’orgoglio omosessuale e ho pensato che questo video fosse perfetto perché Evan ama vestirsi con i vestiti proprio come la vera regina che è”. E poi: “Celebriamo le nostre differenze e non usiamole come arma li uni contro gli altri. L’amore è amore!” e una serie di cuori arcobaleno.

Sempre la madre lo nei commenti alla foto del figlio vestito da principessa tagga la pagina Princess boy bounds, che nella definizione Instagram è descritto come “un movimento dedicato a chiunque sia mai stato vittima di bullismo per ciò che ama come i cosplay di “genere” a tema Disney, per combattere le tossiche regole di genere”.

La notizia ovviamente è stata rimpallata anche dai media nostrani non da ultimi diversi siti di informazione Lgbt che celebrano la cosa come se Evan possa essere utilizzato come simbolo delle loro battaglie gender o come se avesse mai dichiarato di sentirsi una bambina “intrappolata” nel corpo di un maschietto. Evan ama vestirsi da principessa, fine, e questo non ha niente a che fare con certe forzature ideologiche fuori luogo.

Ilaria Paoletti

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