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Roma, 15 nov – Papa Francesco nel corso del proprio pontificato ha spesso assunto posizioni non conformi al ruolo di un santo padre. In aperta contesa ideologica con i suoi predecessori, si è ritenuto promotore di una nuova idea di Chiesa cattolica, da modernizzare e stravolgere. Quella che può apparire come positiva intenzione di ammodernamento ed empatia verso la società attuale, ha destato presto perplessità tra i fedeli e tra chiunque abbia consapevolezza del peso ecclesiastico nella politica e nella società.

Le contraddizioni di Bergoglio

I primi a dissentire da alcune visioni di Bergoglio sono stati proprio uomini appartenenti al clero: in tutto il mondo vescovi, cardinali e uomini di chiesa hanno contestato dichiarazioni e prese di posizione non coerenti con i valori fondanti del cattolicesimo. In una lettera indirizzata a Donald Trump, monsignor Carlo Maria Viganò (ex nunzio apostolico negli Usa) è arrivato a definire il Papa “agente del nemico”.

In effetti nel corso di questo pontificato il Vaticano ha assunto anche connotazioni geopolitiche contraddittorie: dopo aver ripetutamente avversato azioni politiche democratiche, sia pur criticabili, arrivando a denunciare il presunto ripresentarsi di ideologie da “regimi degli anni ’30 del secolo scorso”; ha stretto collaborazioni e dimostrato vicinanza al regime dittatoriale cinese; esecutore di efferati crimini e prevaricazioni verso i propri cittadini, censuratore di qualsiasi dichiarazione contraria alla narrazione governativa. E’ emblematico anche il rifiuto di ricevere il segretario di stato Usa Mike Pompeo, accorso a Roma per discutere con il Vaticano degli accordi con Pechino sui vescovi cinesi.

Pure sui temi etici Bergoglio desta scalpore: dichiarazioni spesso in contrapposizione con i testi sacri sono state avanzate in favore del diritto alla famiglia ed al matrimonio per gli omosessuali.

Un Papa che si atteggia a nuovo Dio

Più che fare le veci di Cristo in terra, Papa Francesco è apparso interessato ad interpretare il ruolo di nuovo Dio, che decidesse d’improvviso di aggiornare le proprie storiche ed assodate visioni, in nome delle battaglie politiche spesso nichiliste ed iconoclaste odierne.

Ha accettato silenziosamente la cessazione delle messe e dei funerali durante la pandemia, ignorando come tali simbolici eventi possano valere per la cura di spirito ed anima dei fedeli, che si raccolgono in preghiera soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà.

L’espandersi dell’integralismo islamico, radicatosi anche grazie all’immigrazione clandestina nei nostri quartieri, produce attentati ed attacchi alla tolleranza ed alla civiltà cristiana. Su tale emergenza e pericolo il Papa stenta ad assumere posizioni chiare e definite, apparendo restio quanto all’idea di identificare l’Islam radicale come nemico della nostra civiltà. Nel corso dell’angelus del 1 novembre ha omesso di ricordare e commemorare le vittime dell’attentato di Nizza di pochi giorni prima: un gesto violento compiuto da islamisti all’interno di una chiesa, che ha visto la condanna addirittura di alcuni imam ma non della massima autorità cristiana.

L’immagine del Papa nella popolazione cattolica dovrebbe tramandare valori tradizionali, narrare e raccontare la simbologia cristiana, introducendo con essa tolleranza e civiltà, idee totalmente assenti in ambienti radicalizzati di altre religioni.

Sembra invece che Bergoglio stia condannando i fedeli ad una metaforica ed eterna Via Crucis. Spacciando per innovativo qualsiasi affronto alla storia cattolica ed ai suoi testi, introducendo vicinanza a regimi che nulla hanno a che vedere con il nostro passato, predisponendo i cristiani a critiche ed attacchi efferati che non vedranno difesa adeguata e condanna da parte del Vaticano.

Chiesa sempre più divisa

Proprio la Chiesa appare divisa in più rami negli ultimi tempi: terremoti istituzionali hanno prodotto ali nostalgiche del pensiero conservatore e lineare di Joseph Ratzinger; maggiormente contrapposto a quello di Bergoglio. Altre figure ecclesiastiche sono vicine ideologicamente agli Usa ed alle proprie politiche, mentre è presente un’ala che vede i valori fondanti europeisti filo-germanici come chiave per il futuro.

Ciò che appare certo è che, con l’avanzare di crisi sociali, povertà ed ideologie nichiliste e laiciste, una Chiesa profondamente frastagliata e divisa già al proprio interno amplierà consistentemente la confusione dei fedeli, in cerca di figure a cui affidarsi spiritualmente.

Tommaso Alessandro De Filippo

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1 commento

  1. Papa Bergoglio è frutto di un Golpe, che l’ha portato ad assurgere ad un ruolo che non gli compete, innanzitutto per la sua insufficiente preparazione teologica. Un burattino nelle mani della sinistra globalista, che ha come unico intento la disgregazione dei pilastri della società: Identità, Famiglia, e Lavoro. Quello che lascia, realmente, attoniti e la completa mancanza di riferimenti alla trascendenza per quanto è prono all’agenda finanziaria, ogni suo richiamo è improntato all’immanenza. Io sono Buddhista, la nostra visione differisce radicalmente dalle religioni patriarcali, però, come osservatore esterno interessato alla spiritualità in ogni suo accezione, mi sento di criticare apertamente una figura che, ben lungi dall’essere innovativa, è letteralmente una ” Quinta Colonna ” dei poteri criminali ed eversivi che governano, attualmente, il globo. La sinistra ” progressista ” e delinquenziale che ha militarmente occupato ogni istituzione governativa ed informativa, ha deciso di demandare la cura spirituale occidentale agli islamici, gli stessi che avversano ferocemente i loro ” protetti “: la comunità LGBT. Forse vogliono realmente un conflitto orizzontale tra le classi dominate, che impegnate a battagliare tra di loro, non riverseranno le proprie attenzioni verso la dittatura finanziaria, ora anche sanitaria, che potrà continuare ad arricchirsi alle spalle dei dominati.

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