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Roma, 13 gen – Quarant’anni, tanto è durata la chiusura al pubblico della Domus Tiberiana. Il parco archeologico del Colosseo riaprirà difatti nella seconda parte del 2021 e come annunciato oggi dal direttore Alfonsina Russo, nel percorso di visita vi sarà una sala al momento in corso di scavo. Si tratta di “un ambiente intatto, che non è stato toccato né dagli scavi di fine ‘800, né da quelli del ‘900”. Ma gli scavi effettuati nelle ultime settimane, dice il direttore del parco, raccontano “tante storie relative alle tante diverse epoche nelle quali questo ambiente è stato occupato”.



Domus Tiberiana, una meraviglia finalmente visitabile

Dallo strato del ‘700, relativo ai Farnese, i quali probabilmente utilizzavano questa luogo mirabile come discarica, a quello di cinquecento anni prima, nel 1200, con una fossa comune al cui interno vi sono i resti di una intera famiglia. “Sette persone forse falcidiate da un’epidemia o da un evento traumatico”, dice Russo. Per poi scendere ancora più giù, al VII secolo testimoniata da un gruzzolo di monete. E infine al IV secolo, con “una lucerna ancora intatta, ritrovata al suo posto in una nicchia del muro”. Stando a quanto reso noto oggi la visita alla Domus Tiberiana partirà dal Clivio della Vittoria sul quale si affacciano molti ambienti della reggia. Parliamo di sei sale, spiega sempre il direttore del parco, che verranno allestite al fine di illustrare tutto quello che fu e rappresentò questa straordinaria residenza. “

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Raccontando anche attraverso i risultati degli scavi di queste settimane e poi con reperti pertinenti che erano custoditi nei depositi del parco, la vita quotidiana, l’economia, la religione” del fastoso palazzo imperiale eretto da Tiberio sul Palatino. L’imperatore Tiberio fu infatti il primo a costruire un vero e proprio palazzo imperiale sul Palatino, esattamente sulle pendici occidentali del colle, su un’area area collocata fra il tempio della Magna Mater e le pendici del Foro Romano.

La riapertura della Domus Tiberiana nel cuore di Roma rientra nel progetto di Museo diffuso che il Parco sta portando avanti. “L’obiettivo strategico – dice il direttore Russo – è proporre al pubblico un museo diffuso nel perimetro del Parco con un sistema di unità narrative in grado di rendere più emotivo il dialogo tra i singoli monumenti anche grazie ai reperti che dai depositi ricollocheremo nei luoghi di provenienza, rendendo la visita sempre più consapevole”.

Alessandro Della Guglia

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