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Roma, 22 apr – La rivendicazione del Gay Center  arriva in una nota di agenzia firmata dal presidente Fabrizio Marrazzo, il quale si indispettisce perché nelle molte (troppe!) task force approntate dal governo Conte per superare la crisi da coronavirus non ci sono rappresentanti della comunità “comunità Lesbica, Gay e Trans“.

Marrazzo (Gay Center): “Conte ci ascolti al più presto”

E questo, secondo Marrazzo, nonostante la comunità arcobaleno “rappresenti il 15% della popolazione”. “L’Onu sottolinea l’importanza che le misure dei governi introdotte per mitigare l’impatto economico della crisi debbano considerare pienamente le persone Lesbiche, Gay, Bisex e Trans, che hanno maggiori probabilità di essere disoccupate e di vivere in povertà rispetto alla popolazione generale” e “all’essere costretti in ambienti ostili con familiari che disapprovano, aumentando il rischio di violenze”. “Purtroppo gli attuali decreti non hanno considerato nessuno degli aspetti evidenziati dall’Onu” continua la nota “che sono emersi anche nella nostra Ricerca sulla comunità lesbica, gay, bisex e trans nell’emergenza Covid19. Pertanto chiediamo al Governo e al premier Conte di ascoltare le nostre istanze al più presto”.

Gendarmi Lgbt e tentativi di lobby

Marrazzo come portavoce del Gay center sembra una sorta di gendarme delle istanze Lgbt: non appena qualche argomento prende piede, lui corre a chiedere una quota. Ricordiamoci che è lo stesso che criticò il cantante Mahmood perché critico nei confronti della pratica del coming out – fresco vincitore di Sanremo, all’epoca probabilmente al Gay center sembrò una bandiera mancante sul mappamondo della potenza arcobaleno. E veniamo ad oggi: le task force proliferano come i Gremlins se annaffiati eppure le cose non sembrano migliorare di molto per gli italiani prostrati dalle conseguenze economiche del coronavirus. E il Gay center sembra aver confuso comitati di esperti (almeno si spera) per una selezione di rappresentanti d’istituto. Dovremmo istituire una task force ad hoc per la comunità Lgbt? Secondo il classico meccanismo di autoghettizzazione tipico della comunità arcobaleno, solo chi è autenticamente omosessuale può comprendere le problematiche di chi è gay – non importa se sia un medico, uno scienziato o un economista. Più che una richiesta di ascolto, sembra quindi una pretesa di essere nelle “stanze del potere”. Un comportamento che somiglia molto a quello di alcune lobby.

Ilaria Paoletti

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5 Commenti

  1. E parlavano male di CRAXI …… lottizzare , lottizzare , lottizzeremo
    CARO lottizzeremo TUTTO !!!

    …. mi vien da VOMITARE !!!

  2. A questo ha portato la propaganda del partito NAZIONAL-FEMMINISTA , questa é la vera essenza del femminismo : non interessa più alcun oggetto , alcuna realtà … Ciò che importa sono “Io” che guardo quell’oggetto. Di conseguenza sono favorite strane patologie sessuali : inversione maschile e femminile in primis. E a questo punto , sulla base della loro malattia , rivendicano qualsiasi cosa. Il punto però é che gli invertiti , come le femministe , hanno subito un distacco psicotico dalla realtà , per cui ciò che vogliono é solo TUTTO e il suo contrario. Non importa cosa sia, perché ciò che conta é solo l’Io che vuole quel qualcosa … Non riflettono più la realtà , perché sono del tutto immersi nella loro fantasia sessuale patologica : il partito femminista ha insegnato proprio questo assoluto narcisismo privo di fondamento , un buco nero di richieste di privilegi sulla base del proprio piacere perverso sessuale ….

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