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Roma, 8 apr – Papa Francesco ha rilasciato una lunga intervista allo scrittore e giornalista Austen Ivereigh sulla crisi economica e sanitaria scatenata dal coronavirus. Il Pontefice torna a bacchettare i discorsi populisti.

“Mi preoccupa ipocrisia politici”

“Oggi, in Europa, quando si cominciano a sentire discorsi populisti o decisioni politiche di tipo selettivo non è difficile ricordare i discorsi di Hitler nel 1933, più o meno gli stessi che qualche politico fa oggi”. Dice ancora Papa Francesco nella sua intervista pubblicata in traduzione italiana da Civiltà Cattolica: “Questa crisi ci tocca tutti: ricchi e poveri. Mi preoccupa l’ipocrisia di certi personaggi politici che dicono di voler affrontare la crisi, che parlano della fame nel mondo, e mentre ne parlano fabbricano armi. È il momento di convertirci da quest’ipocrisia all’opera. Questo è un tempo di coerenza. O siamo coerenti o perdiamo tutto”.

“Vendetta della natura? Forse”

“Ogni crisi è un pericolo, ma è anche un’opportunità. Ed è l’opportunità di uscire dal pericolo. Oggi credo che dobbiamo rallentare un determinato ritmo di consumo e di produzione e imparare a comprendere e a contemplare la natura”. “Non abbiamo dato ascolto alle catastrofi parziali” dice ancora Papa Francesco: “Chi è che oggi parla degli incendi in Australia? E del fatto che un anno e mezzo fa una nave ha attraversato il Polo Nord, divenuto navigabile perché il ghiaccio si era sciolto? Chi parla delle inondazioni? Non so se sia la vendetta della natura, ma di certo è la sua risposta. Abbiamo una memoria selettiva”.

Ilaria Paoletti

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9 Commenti

  1. Ora si scaglierà contro il decreto porti chiusi alle ONG : della tragedia che stiamo vivendo gli importa poco , la cosa più importante , la sua fissazione , è l’accoglienza ai migranti

  2. Se io non avessi letto che le frasi le ha davvero pronunciate il Pontefice,il Vicario di Cristo,avrei fatto fatica a crederci.I cattolici,i praticanti,quelli che frequentano la Chiesa,ma non le sacrestie e che rispettano la Tradizione sono amareggiati per questi discorsi del Pontefice.C’è esigenza di parole nuove,di profondità che ci faccia comprendere ed amare il Mistero,la Trascendenza;c’è bisogno di una spiritualità che riscopra i valori della Tradizione e conservi nel tempo quelli del Cristianesimo,minati dal materialismo, dalla secolarizzazione, e dal mondialismo economico che si veste di modernità,illusioni tecnologiche,finta socializzazione.E il Pontefice cosa dice ?: i populisti mi ricordano Hitler del ’33 e in Italia qualcuno gli somiglia.Ma sono discorsi, accenti,modalità espressive da politico,da uomo dell’Immanente non da Vicario di Cristo.A proposito del 1933,dall’Ucraina in quell’anno furono deportati per ordine di Stalin 286.000 piccoll agricoltori (i cosiddetti Kulaki) e sino al 1940 negli insediamenti al nord della Russia ne arrivarono altri 500 mila, che sommati ai deportati nel 1930-1931 davano 2.540.000,depredati da tutti i loro averi in nome del comunismo.Tantissimi morirono di stenti e si ebbero numerosi episodi di cannibalismo.
    O Santo Padre,Santo Padre,parlaci di Dio,noi siamo Italiani,Cattolici,Apostolici e Romani e il Concordato è del 1929,e in Italia non saltarono in aria le Chiese per farne granai e in terra di Spagna per difendere con le armi l’Europa dal comunismo ateo e staliniano c’erano anche i soldati italiani, perché coloro che poi furono partigiani in Italia erano dalla parte di quelli che spararono alla statua del Cristo e gli mozzarono la testa e uccisero migliaia e migliaia di religiosi,religiose,sacerdoti, seminaristi in modo efferato.

    Micu G. dalla terra di ‘nduja

  3. A Francè, oramai la tattica di paragonare ad Hitler qualcuno per farlo passare da essere spregevole è vecchia e non funziona piu’.Anche tu l’hai già detta ma si vede che non ricordi!!
    La “reductio ad Hitlerum” l’hanno provata anche con Assad per dare una mano ai terroristi tagliagole e loro mandanti.Anche li’ non ha funzionato molto, sebbene il coraggioso e multiconfessionale popolo siriano è ancora sotto sanzioni e anche l’Italia gli rifiuta qualsiasi aiuto.

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