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Roma, 9 ago – È ormai prassi sentirsi ripetere quotidianamente che l’emergenza principale dell’odierna società sia il razzismo. Quotidiani nazionali, televisioni e mass-media impuntano campagne mediatiche contro fantomatici eventi discriminatori, che spesso diventano slancio per chi oggi è davvero razzista: proprio gli antirazzisti.

Imprescindibile prerogativa per una società civile è certo la condanna per azioni violente nei confronti altrui, avendo però coscienza che la condanna di abusi non debba essere doverosa solo in maniera unilaterale.

Con la scusa del finto antirazzismo i paladini del buonismo scellerato e del politicamente corretto hanno invece trovato vita facile per silenziare chiunque esprima pensieri opposti. Casi eclatanti da ergere ad esempio possono esseri quelli accaduti a Matteo Salvini e Giorgia Meloni: per il leghista, poche settimane fa, a Mondragone è stata riservata una vergognosa accoglienza con lancio di pietre e taglio dei fili del microfono, impendendo così al senatore di tenere un discorso. Alla deputata invece, qualche tempo fa a Livorno, città acclamata per la libertà d’espressione dai radical chic, furono regalati sputi ed aggressioni verbali.

Il razzismo degli antirazzisti

Tali azioni e dittature del pensiero vanno però a braccetto con l’impunità che sussegue. Oltre all’aspetto legale, vi è da affrontare e denunciare lo scopo con i quali vengono commessi questi gesti: quando non si è capaci di esporre ed argomentare civilmente, e si è accecati da livore, si ricorre a deplorevoli comportamenti violenti ed impositivi.

Ultimo, solo in ordine cronologico, emblema del razzismo antirazzista è il movimento dei Black Lives Matters: distruzioni di monumenti e scontri in città di tutto il mondo sono all’ordine del giorno. Soluzione per la conclusione di tali accadimenti sarà il combattere con la cultura e con la forza di volontà i finti antirazzisti che, oggi, hanno come scopo imbavagliare chi esprime concetti di diversa veduta.

Tommaso Alessandro De Filippo

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