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Roma, 16 mag – In questi giorni, è tutto un parlare del crollo del tasso di natalità, emergenza nota da tempo ma che ora diventa una questione al centro dell’azione politica, dopo che Draghi e Papa Francesco hanno lanciato l’allarme nei loro interventi durante gli Stati generali della natalità: il calo delle nascite è un problema serio, di cui è ora che la politica si faccia carico.



Crollo natalità, tutte le ragioni

Quali sono le ragioni del calo demografico? Sono numerose, ma, a oggi, la politica – ma non la Chiesa – si concentra solo su una di esse: la mancanza di lavoro o, comunque, la precarietà lavorativa, e conseguentemente economica, delle giovani coppie. Così, le misure da adottare si soffermano sul piano economico, prevedendo diverse tipologie di supporto ai nuovi genitori, dall’assegno unico al più facile accesso agli asili nido. Misure importanti, e anzi necessarie, oggi. In un mondo nel quale, al contrario di quanto avveniva fino a pochi decenni fa, per poter crescere un figlio è quasi sempre necessario che entrambi i genitori lavorino e i familiari più vicini non possono più, per vari motivi, assistere i figli quando i genitori sono assenti, è necessario dare ai neogenitori la possibilità di affidare i figli a strutture specializzate e sicure o a babysitter durante i periodi di lavoro.

Ma l’economia non spiega tutto

Sebbene la parte economica sia cruciale, non bisogna dimenticare, però, che la crisi e l’instabilità economica non sono l’unica causa del calo delle nascite. Spiegare il tasso di natalità facendo riferimento solamente alla condizione economica (cioè dire: migliore è la situazione economica, maggiore è il tasso di natalità) è un errore, come dimostrano fatti ben noti: il tasso di natalità è molto più alto in Africa o in Medioriente, che pure sono molto più poveri di quanto non lo siano gli USA e l’Europa; e, se vogliamo guardare alla situazione italiana, notiamo che, in generale, nelle regioni nelle quali la situazione economica è migliore, il tasso di natalità è più basso. Inoltre, si può ricordare anche qual era la situazione, per quanto riguarda la natalità, nell’Italia precedente al boom economico: in una società, com’era quella italiana fino almeno agli anni ’50, agricola ed economicamente arretrata, avere due figli significava avere pochi figli.

Meglio del boom (tranne che per i figli)

Oggi la situazione economica è migliore di quanto non lo fosse prima del boom; eppure, si fanno molti meno figli. Perché? Perché la sensibilità è cambiata radicalmente. Se i figli rappresentavano – e continuano a rappresentare in certe parti del mondo – il fine ultimo della famiglia, il bene supremo, oltre che un supporto all’attività della famiglia (si pensi alla funzione di aiuto nel lavoro agricolo che avevano i figli nelle famiglie contadine dell’Italia preindustriale), nella società iper-individualista e capitalista di oggi un figlio rappresenta soprattutto un costo e una fonte di preoccupazione. L’uomo e la donna contemporanei fanno un calcolo costi-benefici ed è raro che il calcolo sia a favore dei figli, considerati gli standard di vita cui fino a un decennio fa l’occidente era abituato (e che vuole ancora raggiungere) e il sempre minor peso che i precetti religiosi hanno nella mentalità del nostro tempo (come dimostra un altro dato, cioè dal fatto che, a oggi, il 33,4% dei figli nasce da genitori non sposati).

La famiglia demonizzata

La famiglia, specialmente nella sua versione “tradizionale” (uomo e donna con figli), è da tempo sotto attacco: presentata sempre di più come fulcro di tutti i mali, come istituzione antiquata che priva l’individuo della sua libertà, essa non è più vista con un modello da seguire e come un fine per l’individuo, ma piuttosto come una fra le varie opzioni possibili. La cultura dell’edonismo e del piacere, del sensualismo, sta uccidendo la famiglia, vista come luogo di costrizione, come limite alle pulsioni e aspirazioni dell’individuo.

Edoardo Santelli

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11 Commenti

  1. In realtà esiste una parte economica.. dovuta alla precarietà di molti. Però appunto: Non spiega tutto. Altrimenti come mai maschi di origine afro-islamica farebbero tanti figli?
    Il motivo alla base è insito a mio parere nel femminismo estremo, colpevolizzazione del maschio-bianco-etero, indebolimento della famiglia tradizionale, in particolare la figura del padre. Aumento del numero di maschi bianchi fra gli hikikomori come in Giappone.. infatti in Giappone il calo delle nascite è stato netto..
    Zerbinismo estremo in certi ambienti radical chic, invece di migliorare i rapporti tra uomo e donna li rende peggiori.
    Demonizzazione di un semplice complimento(vedere proposte di leggi apposite), digitalizzazione dei rapporti sociali: altri popoli, per loro fortuna, hanno risentito meno di tutto questo. Oggi moltissimi giovani occidentali si conoscono “solo” tramite piattaforme sociali! Nei bus non staccano gli occhi dal cellulare! Sono tanti i cambiamenti che “potrebbero” influire.. io ne ho elencati alcuni. Ultima cosa: In tempi di Covid.. Lo spostamento dei tavoli lontani dal vicino, delle sdraio, il distanziamento dagli “estranei” nei luoghi di socializzazione(pub, spiagge, locali, ristoranti), tutti stanno con i propri amici, ballano con i propri amici o col fidanzato, in nome di una presunta sicurezza.. una società nella quale l’estraneo viene visto come un “pericoloso untore”, ovviamente non gioca a favore della varietà di rapporti interpersonali escludendo intere categorie dal “conoscersi”. Soprattutto quelle meno ricche che non hanno festoni di lusso nelle ville.. ma magari solo le amicizie scolastiche(ho estremizzato i concetti solo per far notare alcune cose)
    Questa regola, in “tutti” i paesi che hanno vaccinato di più, anche quelli che hanno aperto, è rimasta- Non bisogna credere a chi “promette la vecchia normalità” con i vaccini(visto che siamo in tema), intendono sempre la “new normal”. Israele docet.

  2. Era già tutto chiaro con l’esperimento “universo 25” di Collum. L’aumento del benessere materiale determina l’insorgere di malattie sociali (come il pansessualismo e la violenza femminile), che a loro volta determinano la crisi demografica portando all’’annientamento della stessa società.

  3. A mio modesto avviso si definisce una nazione ricca o povera sbagliando pesantemente sui parametri di valutazione…
    Non potendo qui contribuire alla stesura di una nuova, assolutamente necessaria “Teoria del valore”, lancio due spunti per paragone:
    -Turkmenistan: zero bollette sul gas e sulla elettricità, acqua a pagamento oltre ad un tot gratuito e gratis sale + farina quotidiana (ovvero pane).
    – Italia: bollette stratosferiche su tutto e pane fatto da terzi, spesso di qualità nutritiva nulla.
    Eppure l’ Italia si diceva, oggi un po’ meno, nazione ricca… alla faccia!
    Ma qualcuno sa che molti immigrati da noi hanno terre e case di proprietà nei luoghi da cui provengono? Sulle quali pagano una tassazione pressoché nulla? E’ chiaro che così li cacciano pure per ciucciarsi e speculare sui loro beni, ma questo un altro discorso…
    Considerato che tutto storicamente è a ciclicità variabile, forse è il caso di non aver paura di scendere dai 60 mil. di esseri in questa ns. nazione insicura, malaticcia ma non ancora masochista, stringendo intelligentemente (!) la cintura per riprendere poi con una linea di galleggiamento generale decisamente migliore. Non siamo certo nelle condizioni di subire iniezioni di altri, foresti in via di falsa ricchezza qua e da loro (sulle loro terre incustodite girano già gli avvoltoi).

  4. La vera causa della denatalità nei Paesi Occidentali é il sistema pensionistico a ripartizione, applicato da tutti gli istituti previdenziali pubblici.
    Questo sistema pensionistico (in inglese chiamato “Pay-to-go” oppure “Pay-as-you-go”) é basato sui seguenti presupposti:
    _ gli attuali lavoratori, mediante i propri contributi, pagano le pensioni agli attuali pensionati.
    _ gli attuali lavoratori, quando andranno in pensione, riceveranno la pensione dai futuri lavoratori, sempre mediante i rispettivi contributi di questi ultimi.
    _ non é prevista nessuna capitalizzazione dei fondi provenienti dai contributi pensionistici.
    In altre parole, il sistema pensionistico a ripartizione é assimilabile a una tubazione lunga e di piccolo diametro, con un’entrata, un’uscita e nessun accumulo al proprio interno.
    Questo meccanismo é valido anche per l’INPS. Anche il sistema contributivo, nonostante sia basato sui contributi pagati dal lavoratore, é in realtà un sistema a ripartizione.
    Con questo sistema pensionistico, chi non ha figli e punta tutto sulla propria carriera avrà una pensione mediamente piú alta, la quale sarà naturalmente erogata a carico dei figli altrui!
    Questo legame tra pensioni a ripartizione e denatalità é stato dimostrato dall’economista Gary Becker. Ne hanno parlato anche molti economisti della Scuola Economica Austriaca, in particolare Hans Herman-Hoppe.
    Ecco alcuni link:
    https://www.libreriadelponte.com/?p=6936
    https://www.movimentolibertario.com/2011/08/piu-welfare-figli/

  5. no,non è colpa dell’economia.
    la colpa principe è della cultura femminista che ha fatto marcire ogni valore famigliare:
    con il divorzio facile,le
    leggi scortica ex mariti,
    l’aborto facile ed ingiustificato,
    il disprezzo del padre,la ricerca edonistica dell’autosoddisfazione…
    (con decine di storie a perdere senza il minimo impegno a cercare un compagno valido)
    e con la cultura che oggi insegna che sposarsi presto ed avere dei figli ad una età naturale
    è sbagliato e tarpa le ali alle donne,

    è stata un CANCRO che ha minato la famiglia dall’interno….
    fin quando l’ha distrutta.

    e le leggi misandriche che hanno portato a questo sfacelo…volute dal femminismo,e che sono perfino peggiorate negli ultimi anni a cominciare
    dalle leggi sull’inversione dell’onere della prova e del codice rosso,
    (portate avanti da quasi tutta la politica)
    hanno DISGUSTATO PROFONDAMENTE gli uomini…
    allontanandoli ancora di più sia,dalle donne che dall’idea stessa di farsi una famiglia:

    e in tutto questo,l’economia non c’entra una mazza:
    e il discorso di draghi,del papa….
    è stato semplicemente l’ìagitare freneticamente della mano di un prestigiatore….
    per distogliere l’attenzione da quello che fa l’altra,
    cioè le leggi misandriche e la cultura che NON vogliono cambiare:
    queste cose,sono il VERO PROBLEMA…
    altro che i soldi.

  6. A tutti i maschietti arrabbiati con donne e femminismo che commentano…vorrei vedervi a fare i doppi turni per mantenere i marmocchietti, a pulire loro i bei sederini sporchi di pupù liquida, a fare continuamente lavatrici, stirare, lavare per terra dove buttano il cibo, preparare pappette, sorbirveli 24 ore al giorno per il resto della vita quando anche i nonni in pensione fan fatica a gestirli…e più in là negli anni ve li troverete in casa fino a 40 anni senza lavoro, bisogna provarle certe cose. Ve lo auguro di dover correre dietro a pargoli e lavoro e che non vi resti davvero il fiato e il tempo di fare altro, di trascinarvi come zombie devastati. Che gran bella vita!!!! Auguri, provare per credere!!!!!!!

    • Molto verista, ma le donne istigatrici e maestre di femminismo non erano le donne che pensi tu, la pupù liquida non c’era perché o li facevano mangiare correttamente o ci pensava la schiavetta di turno…
      Grazie e Sursum Corda.

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