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Roma, 24 nov – Martin Heidegger coniò un termine, un concetto che assunse una rilevanza notevole nell’aspetto fenomenologico e ontologico. Sia sul piano della realtà che della conoscenza di essa, il Dasein rappresenta l’essenza, il fondamento sistematico su cui si basa ogni entità esistente nel reale. Sulla base di tale principio è intervenuta la chiave di lettura di Dugin, uno dei massimi esponenti della filosofia russa (nonostante Donatella Di Cesare) contemporanea.

Una filosofia “geopolitica”

L’approccio di Dugin alla filosofia è di natura geopolitica, con il dasein che può essere visto sotto una duplice prospettiva, la seconda di natura metafisica. Il filosofo russo sostiene che il sistema economico liberista presente nelle massime realtà occidentali opprime la società, a livello temporale ed esistenziale. Tale “sistema-mondo” viene letto da Dugin come un’ antitesi, la cui risposta è la costituzione a livello geopolitico di un impero di natura euro-asiatica.

La questione più interessante è l’interpretazione che può essere data a questa concettualizzazione: Dugin risponde così poiché vede come unico modo per abbattere il liberismo un’unificazione culturale, linguistica e sociale di “popoli” da sempre uniti ma divisi da un sistema economico che non assicura adeguate protezioni. In particolare il nazionalismo di Dugin è una possibile risposta, rimanendo sempre sul piano dell’ipotesi, a quest’aspetto dell’economia politica che impoverisce gli stati nazionali, arricchendo solamente le grandi multinazionali che oramai hanno monopolizzato il mercato mondiale, senza curare gli interessi né dell’occidente, né dell’oriente ma solamente i propri. Questi sono gli effetti del libero mercato “totalizzato”.

“Marxismo di destra”?

L’interpretazione che si può cogliere è anche la curiosa visione del “marxismo di destra”, una realtà come la Russia, la storica madre del comunismo vede sorgere una prospettiva che richiama il nucleo nazionalista e anche la componente di Karl Marx analizzata in una prospettiva non opposta ma divergente. Storicamente sia Hegel che Marx erano filosofi e non politici, vi sono interpretazioni differenti a livello politico dei due massimi esponenti del pensiero tedesco del XIX secolo, vi era la sinistra hegeliana e la destra hegeliana, di Marx vi è stata conosciuta nella storia solamente una sinistra, ma se invece ci fosse una destra marxista, eguale nella dialettica e la filosofia della storia ma opposta per quanto riguarda il rigetto delle tesi comuniste? Dugin sicuramente può essere considerato come un filosofo innovatore ed originale, una teoria di nazionalismo differente dal nostro sistema e dalla nostra cultura ma forse, per certi versi, non così lontana.

Giulio Romano Carlo

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2 Commenti

  1. Andate a leggervi il testo di: “Don Chisciotte & Sancho Panza” , ad opera del SINISTRISSIMO menestrelloFrancesco GUCCINI. È una poesia che si adatta alla PERFEZIONE a descrivere l’ AZIONE DISPERATA & SENZA SPERANZA di un uomo di DESTRA che ha tutto il Mondo contro. E LO SA! E non resiste allo schifo di una realtà VIGLIACCAMENTE OPPRESSIVA e, al tempo stesso, PERMEANTE e ONNIPRESENTE. Di un POTERE SCHIACCIANTE, ed al tempo stesso, EVANESCENTE. E ci si butta contro con slancio generoso e, al tempo stesso INUTILE & PATETICO. Veramente un SOGNO MATTO. Qualcosa che i fuxia, o ROSSI ed ex ROSSI e DEGENERATI vari al LORO seguito, non possono CONOSCERE. LORO sono abituati a “combattere” contro un NEMICO ridotto solo a PURA DOTTRINA. Una “dottrina” ridotta a “testa di turco” , su cui TUTTI POSSONO IMPUNEMENTE SPARARE! Un “nemico” SOLO, senza APPOGGI, che, se tentativi di DIFENDERSI, e il MALE senza APPELLO, ed a cui fare del MALE non è REATO.

  2. Mettiamola come ci pare, ma di solo marxismo, dialettica, materialismo, non si vive bene.
    Da Lisbona a Vladivostok.
    Al marxismo di dx o sx manca comunque qualcosa di “essenziale”. Pane+filosofia, seppure
    di qualità, non sempre bastano nella lotta contro l’ infinita perfezione. Senza troppa retorica,
    aggiungiamo almeno un po’ di “cuore”!!

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