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Roma, 22 mag  – Ben 74 pagine autografe, del tutto inedite del primo romanzo di Gabriele d’Annunzio, Il piacere. Un insieme di  “prove di scrittura”, stralci mai arrivati alla stesura definitiva, pubblicata nel 1889.

Eredità di un “amico” di D’Annunzio

Ma ancora, appunti ed elenchi di parole da “riutilizzare” per il suo romanzo. Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani annuncia la scoperta nel fascicolo Che grande e superbo artista voi siete!’ Prove di stesura del Piacere. I fogli sono stati ritrovati recentemente da un privato (restato anonimo), e arrivano direttamente dai discendenti dell’artista Francesco Paolo Michetti conterraneo e amico di d’Annunzio.

Un “autoelogio” perfettamente scritto

Secondo Guerri le carte sono “perfettamente conservate, mostrano una scrittura dannunziana un po’ diversa da quella a cui siamo abituati, non sempre equilibrata e posata, ma in molti casi (soprattutto nel verso dei fogli) frettolosa, frenetica, impetuosa, come era impetuoso il D’Annunzio ospite di Michetti nel convento di Francavilla”. Un brano colpisce sicuramente tra quelli degli inediti, e ci parla anche un po’ del (comprensibile) amore di sé che aveva il Vate: questo, scritto con calligrafia pressoché perfetta – pronta sembrerebbe a entrare nella versione definitiva) sembra un autoelogio. Il giovane D’Annunzio appunta con cura un giudizio attribuitogli da Donna Maria: “Che grande e superbo artista voi siete! Troppo superbo, forse”.

Ilaria Paoletti

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