I paradigmi sociali stanno mutando sotto la pressione di una pedagogia autoritaria che traghetta l’Occidente, rapidamente e con decisione, verso forme di regime post-democratiche e post-comunitarie. Se dovessimo scegliere una caratteristica emblematica della società che il potere sta cercando di instaurare, non esiteremmo a indicare l’atomismo sociale come cifra del mondo che viene. Del resto, all’alba dell’era pandemica, una delle misure principali della profilassi simbolica che concorse alla neo-liturgia del controllo, via via consolidatasi nel modello di «nuova normalità», fu appunto il cosiddetto «distanziamento sociale».

Questo articolo è stato pubblicato sul PrimatNazionale di gennaio 2022

L’espressione è particolarmente significativa perché, tra le molte disponibili per indicare l’atto del mantenere una certa distanza dal prossimo, non si scelse, ad esempio, quella più propria di «distanziamento individuale», ma appunto una formula che indicasse un comportamento da assumere come qualità dell’intero corpo sociale. Se un individuo può distanziarsi da un altro, proprio in quanto individuo, la società non può distanziarsi da sé stessa, in quanto la sua essenza è l’aggregazione.

Distanziamento sociale e nuova normalità

Il nuovo ordine iniziava così ad abituarci al suo caratteristico stile comunicativo, fatto di paradossi e ossimori. Chi non ricorda la nauseante retorica dell’«avvocato del popolo», quando pronunciò l’assurdo «se ami l’Italia, mantieni le distanze»? A tutti i non ancora assuefatti, quell’associazione di amore e separazione stridette in maniera sinistra e sospetta. Oggi possiamo comprendere, a ragion veduta, che non si trattava di maldestre formule d’occasione, ma piuttosto di ben ponderate tappe di un corso coatto di educazione civica al cambiamento imminente.

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L’antico adagio divide et impera assume nella società post-democratica una gamma inedita di dimensioni e applicazioni, favorite in gran parte dalle più recenti innovazioni tecnologiche. Tralasciamo di considerare le strategie classiche di creazione di fronti avversi funzionali alla preservazione del sistema o la tattica di disgregazione dei centri di potere intermedi, quali ad esempio famiglia o comunità; concentriamoci invece su qualcosa di veramente peculiare. Nel nostro tempo, il potere sta letteralmente erigendo un diaframma tecnologico tra l’individuo e la realtà, in cui intende incunearsi in quanto detentore dell’infrastruttura preposta alla…

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