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Egemonia culturale: il Primato torna in edicola e suona la sveglia agli intellettuali

by Elena Sempione
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Primato Nazionale egemonia culturale

Roma, 8 dic – Dopo settimane trascorse tra ddl Zan, emergenza fascismo, dossieraggi, pseudo-inchieste, liste di proscrizione e tanto, tantissimo letame, il dibattito è tornato all’ordine del giorno: la sinistra ha l’egemonia culturale, e la esercita; la destra, invece, gioca sempre e solo di rimessa, sperando di salvarsi in calcio d’angolo. Questa situazione è nota a tutti, ma pare che solo in pochi abbiano capito dov’è il problema: la colpa non è della sinistra, che ha militarizzato giornali, televisioni e accademie; la colpa è della destra, che della cultura se ne è sostanzialmente fottuta.

Gli errori della destra

Come spiega Adriano Scianca, in tanti anni di governo la destra ha al massimo ottenuto «qualche posticino rosicchiato nelle lottizzazioni in Rai, qualche talk show “sovranista”, qualche libro un po’ più audace nei cataloghi di qualche casa editrice mainstream. Ogni tanto un cantante o un attore, possibilmente dopo aver iniziato la parabola discendente della carriera, si mette eccezionalmente a tuonare contro l’egemonia progressista, ma più per cercare di rientrare sotto il suo ombrello che per combatterla. Isole disperse nell’oceano, spesso brulle e inospitali, che non danno luogo ad alcun arcipelago. Non c’è una rete e soprattutto manca la mentalità stessa del fare rete».

Come si conquista l’egemonia culturale

Eppure, nonostante i piagnistei che spesso si alzano dalle lande destrorse, c’è ancora molto che si può fare. Anzi, si deve fare. Ed è di questo che si occupa il Primato Nazionale nel nuovo numero del suo mensile: capire perché noi perdiamo e perché gli altri vincono. Non sono domande retoriche, ma questioni che richiedono un’analisi spietata della realtà. Il focus del Primato si è posto da subito i seguenti obiettivi: capire come questa egemonia culturale è nata, si è consolidata e adesso è difesa con così tanta ferocia; individuare le crepe di un feudo che non esprime più pensatori come Pasolini, Fo e Bobbio, ma luminari della scienza che rispondono ai nomi di Fedez, Scanzi e Murgia; riscoprire la galassia della cultura non conforme, che è vitale e agguerrita, benché silenziata dai nemici e snobbata dai (poco lungimiranti) amici; indicare coordinate per l’azione e approntare una controffensiva. Proprio perché la cultura non è orpello estetico o consolazione dell’anima: è un’arma formidabile, forse la più potente di tutte. E va usata.

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I contenuti del Primato Nazionale

Sul Primato Nazionale, però, non si parla solo di egemonia culturale. Come sempre, anche questo mese la rivista è ricca di contenuti che spaziano dalla politica all’economia, dalla storia alla letteratura e alla filosofia. Tra i numerosi articoli, si segnalano un’inchiesta di Francesca Totolo sugli italiani ingiustamente detenuti all’estero e dimenticati dal governo, che pensa solo a Zaki, e un contributo di Guido Taietti sul tanto discusso metaverso, l’ultima idea di Zuckerberg, potenzialmente dirompente. Per il resto, largo spazio alla galleria delle rubriche, che ospita gli interventi di Vittorio Sgarbi, Caio Mussolini, Alessandro Meluzzi, Matteo Brandi, Marco Scatarzi e tante altre autorevoli firme del sovranismo italiano. Chiude il numero la rubrica delle lettere, curata da Francesco Borgonovo, che risponde (e risponderà) alle domande poste direttamente dai nostri lettori. Da ricordare, infine, la possibilità di acquistare in abbinamento al mensile anche il quarto volumetto della collana «I Grandi Italiani», quello dedicato a Garibaldi, il generale.

Elena Sempione

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