Roma, 2 nov – Non solo uomini, non solo soldati, non solo uomini di potere hanno costruito, mattone dopo mattone, l’Italia. Le donne sono state la forza motrice del nostro Paese, coloro che hanno permesso che il progetto più grande potesse realizzarsi. La storia di Colomba Antonietti è proprio una di queste meravigliose avventure di passione, ardore e romanticismo.

Un amore impossibile

Romeo e Giulietta sono stati, a lungo, la storia d’amore per eccellenza. Probabilmente la sono ancora adesso ma, come ben si può immaginare, non è stata l’unica. Colomba Antonietti nacque a Bastia Umbra il 19 ottobre 1826. Il suo vicino di casa, Luigi Porzi, era un giovane rampollo di un’agiata famiglia di Foligno mentre gli Antonietti erano umili paesani. Porzi e Colomba si conobbero parlando dalla finestra delle loro camere e, fin dalla tenera età di 15 anni, scaturì un amore tanto forte quanto impossibile. I due appartenevano a famiglie di rango troppo diverso per potersi unire in matrimonio e, per questa ragione, trovarono le forti avversità dei genitori.

Nonostante i vari tentativi di separazione forzata messi in atto dai genitori dei giovani, i due crebbero e si sposarono segretamente dopo essere scappati a Bologna. La “luna di miele” durò poco.

La partenza di Luigi

Il Porzi venne promosso a tenente dopo appena due mesi che i due si erano trasferiti nel capoluogo emiliano. Partì per Roma, mentre la moglie rimase a Bologna. Dopo alcune vicissitudini, scoppiarono le rivolte nella capitale romana. Luigi, mosso da un forte senso di amor di Patria, combatté al fianco dei rivoltosi. Colomba Antonietti giunse in supporto ai rivoluzionari e, travestitasi da uomo, imbracciò la baionetta.

La morte romantica

Dopo aver partecipato ad alcune battaglie sulla via di Roma, Colomba Antonietti arrivò alle porte della capitale. La battaglia stava infuriando e portò supporto alle truppe intente ad aprire Porta San Pancrazio. I francesi, però, erano arrivati in aiuto del papa e non esitarono a sparare sui Bersaglieri anche con l’artiglieria pesante.

Colomba Antonietti combatté strenuamente e coraggiosamente impressionando anche lo stesso Garibaldi. Un colpo di cannone, però, esplose di fianco alla soldatessa che morì tra le disperate braccia del marito. Luigi Porzi, dopo la fine delle ostilità, scappò in Sudamerica dove iniziò una nuova vita senza, però, mai dimenticare il suo primo vero amore. Per questo motivo non si risposò mai.

Scrive così Garibaldi, nelle sue Memorie, queste righe colme di disperazione e di dispiacere per quel suo compagno così affranto per la perdita della sua giovane moglie: “La palla di cannone era andata a battere contro il muro e ricacciata indietro aveva spezzato le reni di un giovane soldato. Il giovane soldato posto nella barella aveva incrociato le mani, alzato gli occhi al cielo e reso l’ultimo respiro. Stavano per recarlo all’ambulanza quando un ufficiale si era gettato sul cadavere e l’aveva coperto di baci. Quell’ufficiale era Porzi. Il giovane soldato era Colomba Antonietti, sua moglie, che lo aveva seguito a Velletri e combattuto al suo fianco”.

Tommaso Lunardi

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