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Roma, 7 mar – La storia dell’Arma Carabinieri è antica e piena di azioni di spiccata virtù e coraggio in qualsiasi momento della storia del nostro Paese. Una di queste riguarda un giovane marchigiano, Giacomo Acqua.

Il medico, il soldato, Porta Pia

Fin da piccolo, Giacomo Acqua rimase affascinato dalla figura del padre, un abile medico di Jesi e famoso in tutta Ancona. Proprio per questo motivo studiò medicina frequentando la celebre università di Camerino per poi spostarsi a Macerata ed a Bologna. Nel capoluogo emiliano si laureò ottenendo anche l’abilitazione alla pratica medica. Ma la fine degli anni ’50 del XIX secolo erano tutto fuorché anni tranquilli.

Le rivoluzioni risorgimentali stavano prendendo piede in tutta la penisola ed i Mille avanzavano da sud. Nelle Marche scoppiarono rivolte per la liberazione del territorio dall’ingerenza pontificia. Combatté al fianco dei rivoluzionari con il grado di sottotenente distinguendosi in alcune battaglie. Dopo due anni dall’unificazione d’Italia, Giacomo Acqua si arruolò nell’Arma dei Carabinieri scalando i ranghi fino al grado di ufficiale. Al momento dell’attacco di Porta Pia, fu il primo ufficiale a varcare la soglia della breccia della futura capitale del Paese.

Il leone

Un aneddoto che riguarda Giacomo Acqua risale al 1861. Da sempre si era prodigato come acerrimo nemico dei briganti che, nell’immediato periodo post-unitario, proliferavano in gruppi diversi in tutto il territorio italiano. Il 16 dicembre 1861, assieme a pochi soldati, Acqua soccorse un ufficiale ed altri ventidue soldati rimasti vittime di un attacco da parte dei briganti. I soldati vennero chiusi in una cascina successivamente data alle fiamme. Tutti i soldati uscirono illesi dall’attentato ed Acqua venne coperto di gloria.

La morte dell’ufficiale avvenne il 22 febbraio 1874 quando, durante un viaggio in treno tra Roma e Genazzano, un gruppo di briganti aprirono il fuoco sui passeggeri. Malgrado ferito, Acqua inseguì i terroristi ma la morte colse di lì a poco il soldato che si accasciò a terra.

Tommaso Lunardi

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