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Roma, 3 nov – Pietro Verri nacque a Pavia il 4 agosto 1868, la sua infanzia non fu felice a causa dei problemi economici della famiglia e dopo aver lasciato prematuramente gli studi si arruolò all’età di vent’anni come volontario nel Regio Esercito.
In pochi anni grazie alla dedizione e all’impegno raggiunse il grado di sottotenente, iniziò poi a frequentare nel 1898 la Scuola di Guerra dove acquisì nel giro di soli due anni una perfetta conoscenza dell’inglese, del tedesco, dell’amarico, dell’arabo e del tigrino oltre a diverse discipline tra cui matematica superiore, geografia e geologia. Grazie all’apprendimento di queste conoscenze Verri prese parte a diverse spedizioni d’intelligence in Etiopia e in Cina, in seguito a quest’ultima nel 1900 gli venne assegnata una medaglia d’argento al valore militare e venne promosso sul campo al grado di capitano.
Negli anni seguenti svolse servizio nelle colonie italiane in Africa e nel 1911 venne impiegato in Tripolitania come ricognitore, sotto le mentite spoglie da ispettore portuale in vista del prossimo sbarco italiano.
Il 5 ottobre dello stesso anno fu il primo ufficiale ad entrare a Tripoli al comando della compagnia di marinai “Garibaldini del Mare da lui comandata.
Il 26 ottobre successivo due battaglioni della Regia Marina si scontrarono alla baionetta contro una colonna di truppe turche e cavalleggeri arabi, la compagnia di Verri si trovò coinvolta nello scontro ed il capitano non esitò, al comando delle  truppe respinse le cariche turche e guidò il contrattacco dei battaglioni italiani.
Durante questo audace attacco il Capitano Verri venne colpito da una salva di fucile e prima di morire elogiò così le proprie truppe: “Oggi ci volevano mille di voi”.
Il contrattacco fu vittorioso e l’impresa di Verri gli valse la massima decorazione militare alla memoria, per celebrarne la gloria anche Gabriele D’Annunzio dedicò dei versi dell’opera Merope alla eterna memoria del capitano:
Chi balza con lo stuolo irto di ferri
di là dalle trincere e dai destini
verso la sua bellezza? È Pietro Verri.
«Avanti, marinai, garibaldini
del mare!» Par che su lo scarno viso
l’ardente ombra del Sìrtori s’inclini.
Rotta la fronte che fu pura, ucciso
cade. Par che l’alfiere da Camogli
su le spalle si carichi l’ucciso.
Nicola Ravelli

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