Roma, 3 nov – Può la semplice apparizione di un serpente su un muro generare entusiasmi religiosi e politici? Sì, se quel muro è il Muro del pianto. Da qualche tempo, del resto, la città di Gerusalemme ha ritrovato una sua centralità non solo in senso politico, con la volontà di Israele di spostare lì la capitale, malgrado il sito sia sacro ad altre due religioni, ma anche profetico. Le due cose, peraltro, tendono sempre più, e in modo inquietante, a fondersi. Qualche mese fa avevamo documentato gli entusiasmi israeliani per l’apparizione di un vitello rosso, il cui sacrificio coinciderebbe con la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme e addirittura con la venuta dei tempi messianici. A gennaio, poi, era stato trovato nei pressi del Muro del Pianto un sigillo di argilla di 2700 anni, con un’iscrizione in ebraico antico che recitava “Leshar-Ir”, ovvero “Al governatore della città”. Solo l’Antico Testamento, finora, menzionava tale funzione. La scoperta, quindi, confermerebbe la versione biblica circa l’antico assetto amministrativo di Gerusalemme.

Ora, sempre da Gerusalemme, arriva un altro evento apparentemente banale, che tuttavia sta eccitando gli animi più inclini a un certo messianismo. Mercoledì sera, infatti, è stato scoperto un serpente che strisciava attraverso le fessure tra le pietre del muro occidentale di Gerusalemme.

Un esperto di rettili, chiamato per liberare il luogo sacro dall’animale, si è arrampicato e ha preso il serpente, che del resto è innocuo per l’uomo e probabilmente era solo in cerca di un nido di piccioni per nutrirsi delle loro uova.

Su internet, però, c’è chi ha letto l’episodio in una chiave particolare. Un blogger in lingua ebraica ha osservato che il serpente ha fatto la sua apparizione a Gerusalemme durante un’elezione per il sindaco molto combattuta, collegandola alla distruzione del Secondo Tempio. “Il serpente è apparso durante questo periodo di dispute e divisioni nel sito del Tempio che è stato distrutto a causa dell’odio diffuso e della divisione”, ha detto. Un altro sito ha sostenuto che l’apparizione potesse essere un segno di buon auspicio. Lo Zohar (la base del misticismo ebraico) spiega che l’inclinazione al male, personificata dal serpente nell’Eden, comparirà nei giorni precedenti al ritorno del Messia.

Giorgio Nigra

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2 Commenti

  1. Non riesco a capire come mai tutti gli ebrei ora adorino Jahweh se a questo fu assegnato solo Giacobbe e i suoi 12 figli poi divenuti 12 tribù.E’ altrettanto vero che anche il cattolicesimo non ha nulla a che vedere con Jahweh se non per colpa di Paolo di Tarso che a suo dire sentiva che il occidente dove erano tutti pagani, necessitavano di un credo religioso e quindi presa una Torah la modificò a suo piacimento e creo il cristianesimo rendendoci rimbambiti per oltre 2.000 anni. Fortuna che la coltura ci ha aperto gli occhi allarmando in questo modo il vaticano che è terrorizzato di perdere il primato di nazione più ricca del mondo.

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