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Roma, 2 ago – I calciatori che hanno dato il proprio contributo alla causa bellica sono stati molti nel corso della storia. Il Milan, per esempio, è la squadra che ha registrato più caduti durante il primo grande conflitto mondiale. Per prestanza fisica ma anche per conoscenza della disciplina e dell’obbedienza, i calciatori e gli sportivi in generale sono stati tra i primi ad essere scelti per partire alla volta del fronte. Questa è la storia di uno di questi: Romolo Turra.

Ma quando torno a Padova

Padova è una città dalla tradizione calcistica radicata. La squadra ha avuto i suoi alti e bassi, ma è sempre rimasta nelle massime categorie del calcio italiano. Romolo Turra era un padovano, un cassiere nato a Monselice il 3 agosto del 1899. Tuttavia, la passione per il calcio era insita in lui già dall’infanzia.

Il giovane iniziò ad allenarsi con la massima squadra della provincia nel primo decennio del 1900 per debuttare, poi, nel 1921 in una partita molto importante: il derby di Padova. Il 3 aprile di quell’anno, i biancoscudati giocarono uno scontro importante contro la squadra in nero. I biancoscudati vinsero 3 a 0 l’incontro. Da quel momento, Turra entrerà nell’undici patavino segnando 2 gol in 9 partite. Dopo la sua carriera da giocatore, infatti, iniziò quella da militare.

In camicia nera

Romolo Turra, tuttavia, non era solo un appassionato tifoso, atleta e giocatore del Padova. Nel 1922, quando ancora vestiva i colori biancorossi del Padova, si iscrisse ai Fasci di Combattimento e, nel 1923, al Partito Nazionale Fascista aderendo anche al programma delle Camicie Nere. In particolare, Turra venne assegnato al celebre reparto delle Camicie Nere da montagna.

Il centurione Turra non si ritrova più negli annali fino al 27 giugno 1942, data della sua morte occorsa a Otocac, in Croazia. La città era uno snodo importante dello Stato croato sotto controllo italiano e un probabile attacco, da parte dei rivoltosi in accordo coi partigiani jugoslavi, a danno dei soldati italiani portò alla morte anche Romolo Turra, comandante del presidio nella città croata.

Tommaso Lunardi

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