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Roma, 2 ago – La deriva sempre più anticostituzionale di Conte, che ormai governa solo a suon di stati di emergenza? Le drammatiche prospettive sul Pil, destinato a contrarsi in doppia cifra quando il (loro) ministro Gualtieri parlava di “qualche punto, grave ma gestibile”? Il fatto che a settembre, senza interventi concreti, si rischia una vera e propria bomba sociale? Nulla di tutto questo, per il Pd l’urgenza che attanaglia la nazione è sempre e solo una: allargare le maglie per la concessione della cittadinanza a chiunque. Più nello specifico tramite il cosiddetto ius culturae, versione leggermente depotenziata – ma non per questo meno pericolosa – dello ius soli.

L’occasione è il dibattito attorno ai “decreti sicurezza” di Salvini, eredità del Conte I. Quei decreti da modificare così in fretta che, dopo quasi un anno di Conte II e con una maggioranza disposta a votare la qualunque pur di conservare lo scranno fra Montecitorio e Palazzo Madama, sono ancora lì. Dove – si dice – resteranno almeno fino a fine settembre in occasione delle consultazioni regionali e comunali: meglio non stuzzicare troppo un elettorato che, nonostante i tentativi di indottrinamento urbi et orbi sembra comunque gradirli.

“Sullo ius culturale non mollo”

E’ in questa cornice che il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, torna alla carica. Lo fa con un’intervista a La Stampa, nel corso della quale ha spiegato ieri che “i riformisti sono radicali nei principi, ma sanno seminare e aspettare il tempo buono del raccolto”. L’esempio che porta è quello dell’assegno unico per le famiglie, per il quale l’esponente dem ha aspettato quattro anni prima di ottenerne l’approvazione. Perché allora non estendere la cosa anche alla questione della cittadinanza? “Anche sullo ius culturae – dice Delrio – non mollo, nell’idea che ogni volta che abbiamo concesso più diritti a qualcuno siamo diventati più forti tutti. I cambiamenti avvengono con costanza e determinazione: sono sicuro che arriverà anche questo risultato”.

Meloni: “Italia al collasso, ma il Pd pensa allo ius soli”

Parole, quelle di Delrio sullo ius culturale, che hanno subito fatto insorgere, per un volta apparentemente compatto, il centrodestra. “Italia al collasso, aziende e italiani in ginocchio, sbarchi continui, ma il PD pensa allo Ius Soli. Non bastava sanatoria Bellanova, la sinistra spinge affinché l’Italia diventi campo profughi d’Europa. Faremo le barricate per fermare questa furia immigrazionista e anti-italiana”, ha scritto Giorgia Meloni sul proprio profilo twitter. Persino la più compassata Mariastella Gelmini, di Forza Italia, ha tuonato: “Ius soli e ius culturae non sono la priorità per un Paese alle prese con la gravissima crisi economica scatenata dal Covid. Con l’immigrazione incontrollata di queste settimane anche il solo dibattito rappresenterebbe, inoltre, un ulteriore liberi tuttiche causerebbe nuovi flussi verso il nostro Paese”.

Nicola Mattei

4 Commenti

  1. La sinistra italiana con la faccenda degli immigrati i vuole UMILIARE i figli degli italiani lasciandoli senza lavoro e destino e mettendo gli uni contro gli altri, la lotta di classe. Ricordo ai personaggi del PD che la storia è un giudice severo e prima o poi verrà fatta luce sulle vostre porcate comuniste! l’inferno attende.

  2. disgraziati farabutti.
    eh,ma la pagheranno,altro che:
    fanno cosi schifo che perfino molti di sinistra
    non vedono l’ora di liberarsi di loro:
    ergo alle prossime elezioni finiranno tutti quanti
    in qualche stalla,a
    spalar letame:
    quello è il loro posto.

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