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Roma, 26 ago – Il San Gabriele è stato un vero e proprio cimitero a cielo aperto per moltissimi nostri eroi. Il monte era, infatti, un punto assolutamente strategico per la difesa delle zone d’influenza italiana ma i contrattacchi austriaci erano continui e perpetui. Angelo Scandaliato, dopo aver onorato la bandiera in Africa, diede l’estremo sacrificio proprio su questo rilievo oggi al confine tra Italia e Slovenia.

Lo sceriffo di Libia

La carriera militare di Angelo Scandaliato iniziò relativamente tardi. Classe 1869, risale al 1890 la sua ammissione alla scuola militare di Caserta. Partì dopo appena sei anni alla volta dell’Eritrea e prese parte alla temibile battaglia di Adua. Il soldato combatté strenuamente ma la guerra fu persa. L’impiego bellico di Scandaliato continuò, ancora all’estero, in particolare in Cina dove prese parte alla repressione dei Boxer in sostegno alle truppe europee interessate nel grave conflitto.

Tornato in patria e divenuto capitano dei Bersaglieri, Angelo Scandaliato operò in Libia negli anni della conquista italiana del territorio. Terminato il conflitto, il soldato volle rimanere a difesa dell’avamposto italiano e, per questo motivo, chiese espressamente di tornare in Africa dopo il congedo. In quegli anni, le sue azioni contro le forze sovversive furono molto importanti per il mantenimento delle postazioni italiane.

Il ritorno in Patria e la Grande Guerra

Dopo una vita trascorsa in giro per il mondo a difendere la tradizione e la cultura italiana all’estero, un epilogo come quello che dovette vivere indica proprio un tratto quasi ironico della sua sorte. Il soldato, infatti, allo scoppio della Grande Guerra non esitò a partire per il fronte e si distinse per ben due anni in combattimenti molto pesanti.

Il 5 settembre 1917, mentre era a difesa del già citato Monte San Gabriele, Angelo Scandaliato venne trapassato da un colpo di mitragliatrice alla gola e morì di lì a poche ore. Con gli ultimi respiri soffocati dal sangue che imperversava e riempiva la gola del soldato, animava i soldati affinché resistessero all’impeto dei nemici. In suo onore è stata concessa la medaglia d’oro al valor militare: “In un contrattacco che aveva sferrato contro rilevanti forze avversarie attaccanti di sorpresa, accortosi che un suo battaglione, sopraffatto da violento fuoco di mitragliatrici e d’artiglieria, stava per retrocedere, sebbene già gravemente ferito alla mano sinistra, si slanciava con audacia e prontezza in mezzo ai suoi soldati, e con l’esempio del suo supremo sprezzo del pericolo e colla sua parola l’induceva a tener fermo, finché riusciva a volgere in fuga l’avversario. Colpito alla gola da due proiettili di mitragliatrice, cadeva mormorando: “Ragazzi, sono contento di voi!”.

Tommaso Lunardi

4 Commenti

  1. quanto sangue sprecato…
    quanto dolore inutile.
    ……
    se questi ragazzi avessero saputo che donavano
    la loro stessa vita
    per questi marcioni repellenti e lebbrosi
    che stanno distruggendo il nostro paese
    giorno per giorno,
    e che da decenni hanno distrutto OGNI cosa in cui credevano,
    (a cominciare dalla famiglia)
    e che con la loro ideologia hanno sporcato di sterco
    OGNI virtù maschile
    distruggendo il coraggio (di gente che si prende sberle da tutte le parti e dice,”parliamone”)
    distruggendo il senso dell’onore,che oggi non ha più nessuno o quasi,
    distruggendo la dignità,che è sacrificata ad un esibizionismo plateale che sta diventando repellente (un altro pò e pubblicheranno anche foto delle loro emorroidi…e si faranno vedere sul tubo anche mentre defecano)
    e distruggendo l’orgoglio stesso,di essere
    cittadino italiano…
    cittadino di un paese di cui ci si poteva vantare fino agli anni ottanta,
    e che poteva INSEGNARE, uno stile di vita e una cultura a tre quarti del pianeta:
    fino a quando ci hanno messo le mani i politici e i magistrati della terza repubblica.

    se avessero saputo tutto questo,
    COL C@XX0,
    che andavano a prendersi pallottole per difendere questa gente qui.

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