Roma, 8 nov – Continua la campagna della sinistra globalista contro il suffragio universale. L’ultimo a proporre di togliere il voto agli «ignoranti» è stato Fabio Volo, noto autore di libri di successo. «Quanto al voto, farei distinzione tra persone informate e non: se serve la patente per il motorino, è giusto che chi va a votare sia minimamente preparato», ha infatti dichiarato lo scrittore ed ex conduttore in un’intervista a Libero.

Fabio Volo contro gli «ignoranti»

Fabio Volo non spiega come intenderebbe testare il livello di preparazione dell’elettorato, ma si va comunque ad aggiungere a quella vasta schiera di personalità della politica e del giornalismo che, dalla Brexit in poi, hanno iniziato a proporre di togliere il voto ai vecchi, ai «razzisti» e ai bifolchi. Tuttavia, il voto agli anziani, particolarmente avversato anche da Beppe Grillo, Fabio Volo – bontà sua – lo manterrebbe: «Non ho mai capito questi distinguo anagrafici – ha spiegato – nemmeno quando si dice “Fate largo ai giovani” o “Fate largo alle donne”. Io direi: “Largo ai bravi!”. Non penso che Renzo Piano valga meno di un 20enne poiché anziano».

Contro la democrazia

Scrittore da sempre attaccato dalla critica letteraria per la qualità discutibile delle sue opere, Fabio Volo non brilla certo per preparazione politico-culturale. Di conseguenza, non è detto che, in caso, riesca a ottenere il «patentino» da lui proposto per ottenere il diritto di voto. Ad ogni modo, in questa battaglia antidemocratica, lo scrittore non è affatto solo. Basti pensare che esiste una seguitissima pagina Facebook che propone l’abolizione del suffragio universale, e che il filosofo e politologo americano Jason Brennan, nel suo Contro la democrazia (libro tradotto dalla casa editrice della Luiss), ha addirittura formulato il concetto di «epistocrazia», ossia un sistema di governo guidato solo dai depositari della conoscenza. In altri termini – quelli di Fabio Volo – vota solo chi è preparato. E tutti gli altri a servizio.

Valerio Benedetti  

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